Pescara: il Museo Colonna, da anni svuotato e in attesa di conoscere il proprio destino, deve fare i conti con degrado e incuria del verde
La manutenzione del verde pubblico a Pescara è in ritardo, come abbiamo già documentato su questo sito. Il mood Savana sembra andare molto di moda. Alle diverse segnalazioni si aggiunge oggi anche quella del capogruppo della lista Pettinari Sindaco, Massimiliano Di Pillo, che evidenzia l’incuria nelle scuole e il degrado del Museo Colonna.
«Sfalcio in ritardo, scuole senza spazi verdi e degrado al Museo Colonna: serve un intervento immediato – dice Di Pillo -. Ancora una volta la città si trova a fare i conti con ritardi ingiustificabili nella manutenzione del verde pubblico. Lo sfalcio dell’erba risulta in molte zone assente o fortemente in ritardo, con evidenti conseguenze sul decoro urbano, sulla sicurezza e sulla vivibilità degli spazi comuni.
Particolarmente grave è la mancata comunicazione di una programmazione chiara e trasparente degli interventi, soprattutto per quanto riguarda i giardini delle scuole e degli istituti comprensivi. È inaccettabile che, a poche settimane dalla fine delle lezioni, studenti e personale scolastico non possano usufruire di aree verdi interne per attività didattiche, ricreative e motorie. Gli spazi verdi scolastici non sono un lusso, ma un servizio essenziale per il benessere dei bambini e dei ragazzi».
Quanto al Museo Vittoria Colonna, la sua è una storia particolare, un “dalle stelle alle stalle” che non fa onore a nessuno. L’edificio, che per molti anni fu sede universitaria, diventò poi spazio museale, arrivando nel tempo ad ospitare anche mostre molto prestigiose (come quella di Marc Chagall) e appuntamenti culturali importanti, come ad esempio il festival pescara a Luci Gialle. Poi più nulla, tra ipotesi di vendita e promesse di gestione, lo storico immobile è rimasto senza cura e senza futuro.
«A questo si aggiunge – continua Di Pillo – una situazione di degrado ormai fuori controllo all’interno del giardino del Museo Colonna, struttura chiusa da anni e completamente abbandonata. Una palma ormai marcia è crollata all’interno di un’area privata e da mesi giace senza che nessuno sia intervenuto per la rimozione e la messa in sicurezza. Le immagini documentano chiaramente lo stato di abbandono e pericolo.
Non meno preoccupante è l’occupazione sistematica dei locali dello stesso museo, diventati da tempo luogo di bivacco di senzatetto e soggetti sbandati, con inevitabili rischi per l’incolumità pubblica, per la sicurezza dell’area e per la dignità stessa di un luogo che dovrebbe rappresentare cultura e identità cittadina.
Di fronte a queste criticità, chiediamo con forza:
- un immediato piano straordinario di sfalcio e manutenzione del verde pubblico;
- la pubblicazione di un calendario ufficiale degli interventi, con priorità assoluta per scuole e istituti comprensivi;
- la rimozione urgente della palma caduta e la bonifica dell’area del Museo Colonna;
- la messa in sicurezza dei locali e la cessazione dell’occupazione abusiva, con interventi coordinati tra Comune e forze competenti.
La città merita rispetto. La manutenzione ordinaria non può diventare un’emergenza permanente, e l’abbandono di aree pubbliche e culturali è il simbolo di una gestione che sta fallendo sulle cose più semplici: decoro, sicurezza e attenzione ai cittadini.
Serve una risposta immediata, concreta e verificabile. Non bastano annunci: servono interventi».
Una risposta che, si spera, comprenda anche il futuro dell'(ex) Museo Colonna, non solo quello del suo giardino.
Il Museo Vittoria Colonna, in via Gramsci, nei pressi della nave di Cascella, fu costruito nel 1953 su progetto dell’architetto razionalista Eugenio Montouri. Dopo avere ospitato l’Azienda di soggiorno, divenne sede della Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università d’Annunzio e, in seguito, Museo d’arte moderna e punto di raccolta nel periodo pandemico del Covid.
Nel 2024, poco prima del voto delle comunali, spuntò fuori un progetto di partenariato pubblico-privato che avrebbe dovuto portare anche al riposizionamento in zona della Porta del Mare dfi Franco Summa. Nulla però si è mosso, ad eccezione della palma marcia che si è abbattuta al suolo.
