L’opposizione comunale, in conferenza stampa, ha lanciato delle osservazioni sul nuovo piano regolatore generale e sui ritardi accumulati in questi anni
È stato ricordato che c’è una legge regionale che stabilisce che chi vuole predisporre il piano regolatore, il Comune, deve adottare prima il perimetro del territorio urbanizzato, il cosiddetto Ptu, uno strumento importante inserito con legge del 2023.
La consigliera comunale Stefania Pezzopane, assieme ai consiglieri Lorenzo Rotellini e Paolo Romano, ha fatto presente che se il Comune avesse messo mano per tempo allo strumento urbanistico continuando il lavoro del sindaco Massimo Cialente e dell’assessore Pietro Di Stefano non avrebbe avuto bisogno di tutto questo tempo.
“Questa amministrazione – ha detto la Pezzopane – prosegue il lavoro della precedente e dopo nove anni non c’è traccia del piano regolatore generale, né di un piano strategico che possa far comprendere il disegno dell’amministrazione”.
Aree bianche, progetto case, nucleo industriale, centri commerciali: tanti sono i temi e il piano regolatore serve a questo, se non c’è si dice sì a chi chiede e si va ha sportello, ha spiegato la consigliera dem.
“L’assessore all’urbanistica De Santis – ha ribadito la Pezzopane – ha fatto un comunicato dicendo che per troppi anni l’urbanistica è stata affrontata senza una strategia complessiva, quindi è un’autodenuncia”.
Il Ptu, hanno detto i presenti, peraltro sarà senz’altro fatto dalla prossima amministrazione comunale. Il primo tema osservato è la competenza che è del Consiglio Comunale per quel che riguarda il Ptu e non della giunta, mentre è stato definito con delibera di giunta comunale aprendo poi alle osservazioni. Le opposizioni le hanno presentate e il Comune entro il 21 giugno, rilanciano, deve andare in Consiglio e solo con l’adozione del Consiglio sarà un documento preliminare.
“Cosa voleva fare la Regione con questo strumento – si sono chiesti i presenti – voleva dare un indirizzo per il risparmio del suolo. In questo modo – hanno detto ancora – si premia chi vuole costruire in determinate aree, esattamente l’opposto di ciò che prevede la legge”.
I consiglieri hanno mostrato anche quello che avrebbe dovuto essere il cronoprogramma. Dal 2017 quindi, hanno fatto presente, si è perso solo del tempo, anche perché l’attuale amministrazione ha ereditato ben tre delle quattro fasi del piano regolatore dalla precedente, hanno tuonato i tre.
