Teramo, l’ultimo saluto a Renato Zinilli: proseguono le indagini sulla morte

Si sono svolti questa mattina, nella chiesa del Sacro Cuore di Teramo, i funerali di Renato Zinilli, l’operaio di 65 anni morto il 21 gennaio scorso in un cantiere di Castiglione Messer Raimondo

Dopo oltre tre mesi, la Procura ha disposto il dissequestro della salma, consentendo alla famiglia di celebrare le esequie e accompagnare l’uomo nel suo ultimo viaggio. La sepoltura è avvenuta nel cimitero di Nerito di Crognaleto, paese d’origine al quale Zinilli era molto legato. Intanto proseguono le indagini sulla tragedia che si è consumata durante i lavori di ristrutturazione di un edificio. L’operaio, dipendente di una ditta edile di Montorio, inizialmente era stato ritenuto vittima di un malore improvviso. Una ricostruzione che però sarebbe stata smentita dagli accertamenti medico-legali eseguiti nelle ore successive. Secondo quanto emerso dall’autopsia disposta dalla magistratura, il 65enne avrebbe riportato un gravissimo trauma cranico compatibile con l’impatto di un oggetto pesante. Gli investigatori ipotizzano che Zinilli possa essere stato colpito accidentalmente da una parte metallica o da un elemento movimentato da una gru presente nel cantiere. Sarebbe stato proprio il violento colpo alla testa a provocarne il decesso. L’inchiesta della pm Elisabetta Labanti punta ora a chiarire con precisione cosa sia accaduto in quei momenti e se nel cantiere siano state rispettate tutte le norme di sicurezza previste. Gli inquirenti stanno cercando di capire se vi siano state omissioni, errori nelle procedure operative oppure eventuali responsabilità nella gestione delle attrezzature utilizzate durante i lavori. Nel fascicolo aperto per omicidio colposo risultano al momento indagate quattro persone. Ulteriori elementi potrebbero arrivare dagli esami scientifici ancora in corso. La Procura ha infatti incaricato una biologa di analizzare alcune tracce di sangue repertate nel cantiere, in particolare su un muretto e su alcuni attrezzi da lavoro. Anche la relazione definitiva dell’anatomopatologo Davide Girolami sarà decisiva per ricostruire con esattezza la dinamica della morte.