Il comitato Terra Lieta Val Tordino e il comune di Roseto hanno presentato delle nuove osservazioni sul progetto del quarto lotto della Teramo-Mare
A rafforzare ulteriormente le perplessità già espresse nei confronti dell’opera è la richiesta di chiarimenti avanzata dal Ministero della Cultura, che ha evidenziato possibili interferenze con aree sottoposte a tutela e criticità ambientali e paesaggistiche nel tratto finale del tracciato, nel territorio di Giulianova. Il sindaco Mario Nugnes ha annunciato che il Comune depositerà ulteriori contributi tecnici nell’ambito delle integrazioni richieste ad Anas. Anche il comitato Terra Lieta Val Tordino torna a contestare il progetto, denunciando quella che ritiene una disparità di trattamento tra i diversi territori interessati dal tracciato. La rappresentante Asteria Casadio ha evidenziato come sia stata accolta la richiesta di evitare l’attraversamento dei laghetti di Giulianova, mentre per altre aree restano previste soluzioni considerate impattanti dal punto di vista ambientale.
La presidente del comitato, Daniela De Angelis, ha ricordato inoltre come i residenti avessero avanzato già dall’inizio una proposta alternativa basata sull’ampliamento della viabilità già esistente.
«Ci sembrava assurdo fin dall’inizio spendere i 178 milioni di euro previsti per l’opera quando esiste già una strada praticamente a due corsie, che ricalca il percorso della superstrada progettata», afferma.
Secondo De Angelis, il nuovo tracciato finirebbe per dividere proprietà agricole e compromettere aree di valore ambientale, compresa la zona del lago.
La presidente sottolinea inoltre la disponibilità manifestata dal comitato a collaborare per individuare una soluzione condivisa.
«Avevamo proposto un’alternativa che potesse andare bene per tutti. Personalmente ero disposta a cedere gratuitamente parte dei miei terreni confinanti con la strada esistente, già riasfaltata dal Comune negli anni scorsi, pur di evitare quello che considero uno scempio per il territorio»
Una posizione che si inserisce nel più ampio confronto sull’impatto dell’opera nel territorio rosetano. Nugnes parla di un «trattamento iniquo» nei confronti di Roseto e ribadisce la necessità di approfondire le conseguenze ambientali e paesaggistiche del progetto.
Tra le preoccupazioni resta infine il tema del rischio idraulico alla foce del Tordino.
«Ci sono aree che non dovrebbero essere interessate da alcun intervento, sia per ragioni ambientali sia per la sicurezza dei cittadini», conclude Casadio. «Non possiamo ignorare che il Piano stralcio di bacino classifica quella zona come ad alto rischio di esondazione».
