Rifugio Franchetti, al via la stagione estiva tra entusiasmo e incognite sulla cabinovia

Il Rifugio Franchetti, situato a 2.433 metri di quota sul Gran Sasso, nel versante teramano di Prati di Tivo, si prepara a riaprire le porte agli escursionisti per la stagione estiva

Da venerdì 12 giuno la struttura tornerà operativa e resterà aperta ininterrottamente fino alla fine di settembre. A pesare sull’avvio della stagione, tuttavia, è ancora l’incertezza legata alla cabinovia, tuttora ferma e senza una data ufficiale per la riattivazione. A confermarlo è lo storico gestore Luca Mazzoleni, che non nasconde le difficoltà ma guarda avanti con pragmatismo.

«Riapriamo regolarmente fino a fine settembre, anche senza cabinovia. Ci siamo ormai organizzati come se l’impianto non esistesse e contiamo sulle nostre gambe»

Dopo il primo importante rifornimento trasportato in elicottero, Mazzoleni e i suoi collaboratori dovranno affrontare quotidianamente la discesa verso valle per recuperare viveri freschi e altri materiali necessari all’attività del rifugio. Un impegno che comporta ore di cammino lungo il percorso che passa per Cima Alta, con il successivo trasporto a spalla delle provviste fino alla struttura.

«Al momento non abbiamo alternative e non sappiamo se e quando la cabinovia tornerà in funzione. Da quanto ci risulta si attende ancora la relazione sui danni provocati dalla valanga di aprile, ma da quell’evento sono trascorsi ormai due mesi e la stagione estiva è iniziata»

La situazione alimenta le preoccupazioni degli operatori turistici della zona, costretti ancora una volta a confrontarsi con una stagione segnata dall’incertezza e dalla difficoltà di programmare attività e investimenti.

«Naturalmente avremmo preferito trovare l’impianto già aperto. Ogni giorno riceviamo numerose telefonate ed e-mail da turisti che chiedono informazioni sulla cabinovia e sui tempi di riapertura, ma non siamo in grado di fornire risposte certe», sottolinea Mazzoleni.

Nonostante le difficoltà, il Rifugio Franchetti si prepara comunque ad accogliere visitatori ed escursionisti, offrendo servizi di ristorazione e pernottamento.

«Non ci arrendiamo. Siamo pronti ad affrontare un’altra estate in quota, con o senza cabinovia. Del resto, sono ancora tanti coloro che scelgono di raggiungerci a piedi».

Infine, il gestore invita alla prudenza quanti intendono salire nei prossimi giorni. L’area presenta ancora accumuli di neve che potrebbero persistere per circa una settimana. Per trovare completamente liberi i sentieri e le ferrate che conducono ai Due Corni sarà invece necessario attendere almeno la fine del mese.