Si è spento l’avvocato Lando Sciuba, ex sindaco di Sulmona. Eletto con la Democrazia cristiana, aveva 82 anni
È morto questa mattina a Sulmona l’avvocato Lando Sciuba, professionista stimato e uomo di cultura. Aveva 82 anni, era stato consigliere comunale in diverse occasioni e sindaco nel 1990, eletto nelle fila della Democrazia Cristiana.
A fine anni 90 l’avvocato Sciuba fu il legale di Maria Cristina Capoccitti, moglie di Michele Perruzza e madre della piccola Cristina, barbaramente uccisa a Balsorano (nella foto, tratta da blog del giornalista Angelo Di Nicola, l’avvocato Sciuba è in aula accanto alla sua assistita).
Sciuba fa firmato di diverse pubblicazioni storiche sulla città, in particolare nel periodo della seconda guerra mondiale. Tra le altre, si ricordano “La via dell’onore”, che racconta Sulmona e il territorio a partire dal primo bombardamento alleato fino alla ritirata delle truppe tedesche; “Il tribunale militare tedesco di guerra a Sulmona 1943-1944”; “ Sulmona-Dachau: solo andata 9.10.1943”.
La camera ardente sarà allestita in Comune.
Il cordoglio del sindaco di Sulmona Luca Tirabassi:
«Ci siamo svegliati questa mattina con una notizia triste e dolorosa. L’avvocato Lando Sciuba ci ha lasciati. Difficile sintetizzare tutti i suoi meriti. Per noi avvocati è stato un Maestro, un modello di stile, oratoria e competenza. Una Toga d’Oro in senso pieno. È stato apprezzato Sindaco di Sulmona agli inizi degli anni ’90. Giurista, politico, storico, scrittore, intellettuale di alto spessore. Presidente della Fondazione per lo studio del diritto penitenziario e dell’ esecuzione penale. Presidente della Fondazione Casa Capograssi. Presidente della Camerata Musicale Sulmonese.
Ma soprattutto Lando Sciuba è stato uno strenuo ed appassionato difensore, in ogni campo, della città di Sulmona, della quale era profondamente innamorato. Alla sua famiglia porgo le più sentite e addolorate condoglianze a nome mio, di tutta l’amministrazione comunale e di tutti gli avvocati del Foro di Sulmona. Previa intesa con il presidente del Consiglio Comunale Franco Di Rocco, ho dato disposizione affinché la camera ardente fosse allestita nella Aula Consiliare di Palazzo San Francesco».
