A L’Aquila, davanti al ministro Crosetto, la giornata clou delle celebrazioni solenni per i 165 anni dell’Esercito
Con la deposizione della corona di alloro al monumento ai caduti alla villa comunale, a L’Aquila è iniziata la cerimonia solenne per il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito italiano. A deporre la corona il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il generale Carmine Masiello.
«Qui la cultura si è trasformata in una forza concreta, capace di custodire la memoria e di rappresentare la base dell’identità collettiva – le parole del generale -. Da una parte la
tradizione, che preserva e tramanda il passato; dall’altra l’innovazione, che interpreta il presente e dà forma al futuro».
Dopo il prologo, in piazza Duomo, nel cuore del centro storico, l’evento è entrato nel vivo, alla presenza del ministro alla Difesa Guido Crosetto. In piazza lo schieramento di numerosi reparti in rappresentanza delle varie componenti dell’Esercito.
Alle 16 si chiude il villaggio Esercito, aperto il primo maggio lungo corso Vittorio Emanuele e a San Bernardino che ha visto la presenza in 5 giorni di migliaia di persone.
Le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto:
«Mi inchino ai familiari dei caduti che hanno voluto dimostrare con la loro presenza l’attaccamento alle istituzioni. A loro va il mio grazie più sincero, a loro e ai loro cari di cui custodiremo sempre la memoria.
Associo ai caduti i 309 sorrisi che si sono spenti qui nel 2009, quando c’è stata una tragedia che però ha unito tutto il paese a questa città. Anche per questo è stata scelta L’Aquila, simbolo di rinascita. In quel rialzarsi la città ha avuto un compagno di cammino silenzioso: l’Esercito, la Forza Armata, lo Stato. La mano che aiuta molto spesso è quella dei servitori dello Stato che fa quel che fa non a titolo personale, ma come rappresentante della Repubblica.
Ognuno di noi darebbe la vita per i figli, è naturale, quanti di noi lo farebbero per i figli degli altri? C’è una parte del paese che ha giurato di farlo anche per i figli degli altri. Sono le Forze armate, le Forze di Polizia, l’Esercito che difendono la vita di tutti i cittadini. Ce lo ricordiamo solo nelle manifestazioni ufficiali, perché negli altri giorni è un costo inutile fin quando non serve. Non considero la difesa e la sicurezza un costo inutile, è un prerequisito dell’esistenza di una nazione. La vita di un militare è diversa dalla nostra vita, si addestrano alla guerra ogni giorno che nessuno di loro e di noi però vorrebbe e che oggi ci ritroviamo vicina. Il mondo è impazzito e il nostro dovere è quello di garantire che la Nazione, qualunque cosa possa succedere, sia in grado di difendersi. Il soldato che porta un’arma è visto come qualcosa di cui aver paura, ma i soldati italiani nonostante la divisa non esercitavano violenza, allungavano la mano per aiutare e questo lo hanno visto tutti nel mondo nelle missioni».
