Oggi anche in Abruzzo lo sciopero FLC-Cgil del personale docente, dirigente e ATA degli Istituti tecnici. Presidio a Teramo
La protesta, indetta a livello nazionale, punta al rinvio della riforma dell’istruzione tecnica e all’apertura di un confronto con il mondo della scuola e le parti sociali. In Abruzzo la FLC-Cgil ha organizzato un presidio a teramo, dalle 9 alle 13 a Largo San Matteo.
«Esprimiamo una forte preoccupazione per un provvedimento che comporta tagli pesanti a discipline fondamentali, sia di cultura generale che professionalizzanti, con un drastico ridimensionamento del monte ore e un impoverimento generale dell’offerta formativa, oltre che il rischio concreto di ripercussioni sugli organici e aumento del sovrannumero tra il personale docente e ATA».
In sintesi, la FLC Cgila precisa che nell’Area Generale ci sarà un taglio di 33 ore di Italiano e 132 di Scienze Integrate. Per il Settore Economico drastica penalizzazione di Geografia e le Lingue straniere, per quello Tecnologico riduzione di 231 ore delle Scienze sperimentali e dimezzamento delle ore di Tecnologia e Tecniche di rappresentazione Grafica. Nelle materie Tecnico professionali tagli trasversali a Diritto, Economia Politica, Economia Aziendale e Matematica.
«La riforma, nata con l’obiettivo dichiarato di avvicinare la scuola al mondo produttivo, sacrifica in realtà la qualità dell’istruzione, la solidità culturale dei curricoli e la tenuta degli organici. L’anticipo dell’alternanza scuola-lavoro (Formazione Scuola Lavoro) già al secondo anno, la scomparsa del biennio unitario, caratteristica unica negli istituti tecnici, l’eccesso di flessibilità affidato alle scuole e la spinta verso modelli formativi costruiti sulle esigenze delle imprese rischiano di produrre percorsi disomogenei, privi di una reale coerenza nazionale. Preoccupa inoltre l’assenza di Linee guida e di un quadro chiaro sulle classi di concorso, per cui in alcuni casi (si pensi alle Scienze sperimentali) ancora non si capisce bene chi insegna cosa – spiega il segretario generale FLC CGIL Abruzzo Molise, Pino La Fratta -.
L’unica cosa chiara in questa riforma sembra la volontà di subordinare l’istruzione alle esigenze delle imprese, indebolendo il valore nazionale del titolo di studio e accentuando le disuguaglianze territoriali, con un intervento che svuota il ruolo della scuola come presidio costituzionale di formazione critica e libera e la riduce a strumento funzionale alle esigenze produttive locali.
Alle richieste di modifica che abbiamo avanzato, l’Amministrazione ha fornito risposte insufficienti, prive di una visione complessiva e limitate solo al primo anno di applicazione della riforma. Le misure correttive prospettate non affrontano le criticità strutturali e non garantiscono alcuna tutela per gli anni successivi. Per queste ragioni, con lo sciopero e le mobilitazioni previste chiediamo con forza il ritiro immediato del provvedimento o, in subordine, il suo rinvio, per aprire un confronto vero, partecipato e trasparente sul futuro dell’istruzione tecnica nel nostro Paese».
Di seguito le manifestazioni organizzate in Abruzzo in occasione dello sciopero:
L’Aquila: presidio dalle ore 10:00 alle ore 12:00 davanti alla Prefettura in Corso Federico II;
Chieti e Pescara: presidio unitario dalle ore 9:00 davanti all’Ambito Territoriale Provinciale di Chieti – Pescara in Piazza Italia, a Pescara;
Teramo: presidio davanti alla Prefettura – Ufficio Scolastico Provinciale in Largo San Matteo di Teramo dalle ore 10:00 alle ore 13:00.
I segretari territoriali provinciali e una delegazione di lavoratori consegneranno un documento con le ragioni della protesta ai Prefetti e all’amministrazione scolastica competente.
Anche i Giovani Democratici Abruzzo sono scesi in piazza con la FLC CGIL contro la riforma degli istituti tecnici che prevede la riduzione da cinque a quattro anni.
«Studenti trasformati in prodotti di un sistema precario, piegato alle esigenze immediate del mercato e sempre meno capace di formare cittadine e cittadini consapevoli. È questa l’idea di scuola che emerge dalla cosiddetta riforma degli istituti tecnici voluta dal ministro Valditara, ed è una prospettiva che respingiamo con forza» hanno dichiarato i Giovani Democratici Abruzzo.
In particolare, il segretario regionale dei Giovani Democratici Abruzzo, Saverio Gileno e la coordinatrice della segreteria regionale Maria Citarella, hanno preso parte alla manifestazione svolta a Pescara sotto la Prefettura.
«La riduzione di oltre 500 ore di insegnamento in discipline fondamentali come lettere, matematica, fisica, lingue, geografia, scienze e informatica rappresenta un impoverimento gravissimo dell’offerta formativa. Dietro la retorica della flessibilità si nasconde il rischio di una scuola sempre più subordinata agli interessi immediati delle imprese, con esperti esterni che sostituiscono progressivamente il ruolo centrale della comunità educante e dei docenti.
Questa dinamica non può non legarsi anche alle notizie di questi giorni sulla carenza di personale qualificato nel settore turistico-balneare abruzzese. Ci raccontano che mancano lavoratrici e lavoratori, ma troppo spesso si evita di affrontare il vero nodo: salari bassi, precarietà, turni insostenibili, costo degli alloggi e soprattutto assenza di una seria programmazione pubblica della formazione professionale e dell’inserimento lavorativo. Senza percorsi strutturati costruiti da scuola, enti locali e Regione, è inevitabile che tanti giovani restino esclusi o vengano sfruttati.
Il problema non è la presunta mancanza di voglia di lavorare delle nuove generazioni, ma un sistema che ha progressivamente smesso di investire sulla qualità della formazione, sull’orientamento e sulla dignità del lavoro. Non servono studenti addestrati rapidamente a mansioni precarie e sottopagate: servono giovani formati, liberi, competenti e tutelati» concludono i giovani Dem.
