“Ora basta, pretendiamo risposte!”: la nota della Fiom Cgil nazionale sulla Pierburg/Rheinmetall di Livorno e Lanciano. Flashmob giovedì 28 maggio
Secondo il sindacato la situazione che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori della Pierburg nei siti di Livorno e Lanciano sta assumendo contorni “al limite del paradossale”:
«Rheinmetall, che di fatto detiene ancora la proprietà, è tutt’altro che un’azienda in crisi. Non stiamo parlando di Stellantis o di Electrolux, né di una delle tante aziende che stanno attraversando una profonda ristrutturazione a causa delle difficoltà che colpiscono il nostro sistema produttivo.
Rheinmetall è un’azienda solida, che ha scelto di concentrare tutte le proprie risorse in un settore ben preciso: quello della difesa. Un settore nel quale sta guadagnando milioni e milioni di euro, anche grazie alle commesse affidate dal Governo italiano e finanziate con le risorse pubbliche dei cittadini. Quello che sta accadendo, quindi, è il risultato di una scelta precisa di una multinazionale, una scelta che rischia di trasformarsi nell’ennesimo dramma occupazionale per il nostro Paese.
Durante l’ultimo incontro, la stessa Rheinmetall — smentendo quanto dichiarato in precedenza — si è rifiutata di riconoscere agli stabilimenti italiani le stesse garanzie occupazionali sottoscritte con il sindacato tedesco a tutela dell’occupazione, a seguito della vendita del settore civile. Una vendita che, secondo alcune fonti, dovrebbe avvenire a favore di un fondo di investimento speculativo, noto negli anni per operazioni che hanno prodotto come unico risultato la perdita di migliaia di posti di lavoro. Un fondo che, in queste ore, è contestato anche dalle lavoratrici e dai lavoratori tedeschi.
Il Governo ha il dovere di intervenire, anche con fermezza, nei confronti di Rheinmetall. Basta elargire soldi pubblici a chi licenzia, vende o compie operazioni poco trasparenti sulla pelle dei lavoratori» dichiarano in una nota congiunta Ciro D’Alessio, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del settore Automotive e componentistica, Massimo Braccini, segretario generale Fiom-Cgil Livorno e Andrea De Lutis, segretario generale Fiom-Cgil Chieti.
Sul tema interviene anche l’Osservatorio di Pescara: con l’adesione della Federazione di Chieti di Sinistra Italiana e della Federazione USB Abruzzo-Molise, organizza per giovedì 28 maggio 2026, dalle h. 13,00 alle h. 15,00, un flashmob davanti alla Pierburg spa di Lanciano.
«Con questa nuova iniziativa pensiamo di muoverci in coerenza con quella volontà di contrastare le politiche di riarmo del governo italiano e dell’U.E. che è stata alla base e ha caratterizzato il presidio davanti alla Leonardo (a febbraio, ndr).
Le politiche di riarmo non solo contraddicono in radice il dettato della Costituzione italiana che, all’art. 11, “ripudia la guerra”; non solo mettono in pericolo la sicurezza delle persone, l’equilibrio geopolitico e il diritto internazionale; non solo distolgono assurdamente ingenti risorse finanziarie dalle politiche sociali e di welfare; ma, come appunto dimostra l’incredibile vicenda della Pierburg, distruggono posti di lavoro e rischiano di desertificare intere aree economiche e industriali.
La Pierburg di Lanciano – e così, anche, la Pierburg di Livorno – non viene venduta perché improduttiva: al contrario, si tratta di realtà economicamente solide. Vengono vendute e rischiano di chiudere perché la Rheinmetal, che ne è proprietaria, ha deciso di abbandonare l’automotive, per dedicare le sue attività produttive esclusivamente agli strumenti di difesa e alle armi.
Una scelta che rende evidente come l’art. 11 della Costituzione italiana si coniughi direttamente con l’art. 4 che riconosce il lavoro come “diritto di tutti i cittadini”. Una scelta – quella della Rheinmetal – che va contrastata in ogni modo, col massimo di unità possibile, che chiama il governo a riconsiderare i suoi orientamenti di politica estera per conformarli alla tradizione diplomatica e di pace del nostro Paese, a sostegno del diritto internazionale e delle sue istituzioni.
Esprimiamo il nostro pieno appoggio e la nostra totale solidarietà ai lavoratori della Pierburg, garantiamo il nostro impegno al loro fianco e al fianco della loro RSU e delle loro organizzazioni sindacali di rappresentanza.
Uniamoci tutti – lavoratori, cittadinanza, organizzazioni sindacali e politiche, in coordinamento con i lavoratori di Livorno – perché la vicenda della Pierburg diventi emblematica, a livello nazionale, della nuova Resistenza alle politiche di riarmo, al neocolonialismo, alla legge del più forte che sta sostituendo il diritto internazionale, per il rispetto della Costituzione, per il diritto al lavoro dignitoso di tutte e tutti».
