Pierburg Lanciano: oggi lo sciopero di Fiom-Cgil e Fim-Cisl

Allo stabilimento Pierburg di Lanciano oggi dalle 10 alle 12 lo sciopero indetto da Fiom-Cgil e Fim-Cisl

Oggi, in concomitanza con le due ore di astensione dal lavoro, è stato organizzato un presidio davanti alla Pierburg per sollecitare un intervento immediato del Governo. Con questa protesta i sindacati intendono lanciare l’allarme sulla cessione degli stabilimenti produttivi di Lanciano e Livorno.

Un’ipotesi avvalorata da quanto si legge sul sito della Rheinmetall:

«Con la cessione delle sue attività nel settore civile, il Gruppo Rheinmetall ha raggiunto un traguardo importante nel suo riallineamento strategico. Rheinmetall e il gruppo industriale AEQUITA, con sede a Monaco di Baviera, hanno firmato oggi un accordo di acquisto, aprendo la strada a un futuro per l’ex divisione Rheinmetall Power Systems sotto una nuova gestione. 

Rheinmetall si è concentrata da tempo sulla sua attività in rapida crescita con clienti militari e autorità di sicurezza, espandendo al contempo il proprio portafoglio tecnologico nei settori aeronautico, marittimo e spaziale. Dallo scorso anno, l’azienda ha avviato trattative con potenziali acquirenti per la sua divisione civile, che si sono ora concluse con successo con l’accordo contrattuale per la vendita dell’azienda ad AEQUITA.

L’operazione, il cui perfezionamento è previsto per il quarto trimestre del 2026, è soggetta all’approvazione delle autorità di regolamentazione competenti. Il prezzo di acquisto preliminare per il 100% delle azioni è pari a 350 milioni di euro ed è soggetto alle normali fluttuazioni di mercato fino alla chiusura. Il prezzo di acquisto finale effettivo potrebbe pertanto differire da tale cifra. 

A seguito della cessione delle sue attività relative ai pistoni di grandi e piccole dimensioni nel 2023/2024, Rheinmetall compie quindi il passo decisivo, come annunciato, per uscire dal settore della fornitura di componenti per l’industria automobilistica. 

A partire dalla presentazione dei risultati del quarto trimestre 2025, la divisione Power Systems, che ha generato un fatturato di circa 2 miliardi di euro nel 2025, è stata classificata come “attività cessata” del Gruppo.

AEQUITA intende mantenere tutti i circa 6.250 dipendenti attualmente impiegati da Power Systems in tutto il mondo nelle società oggetto di acquisizione. AEQUITA considera questi dipendenti altamente qualificati e la loro competenza la risorsa più importante per lo sviluppo futuro del business e pertanto assumerà l’intero organico nell’ambito del suddetto quadro.

AEQUITA gestirà l’ex divisione Rheinmetall Power Systems come organizzazione indipendente, mantenendo tutti i diritti sui marchi all’interno dell’azienda. La presenza sul mercato proseguirà come di consueto, utilizzando i marchi consolidati Pierburg, Kolbenschmidt e Motorservice».

Dunque secondo Fiom-Cgil e Fim-Cisl il gruppo tedesco Rheinmetall, cui fa capo la Pierburg, starebbe procedendo “in maniera autonoma e unilaterale” alla vendita dei siti produttivi italiani. Questo starebbe avvenendo senza il coinvolgimento dei ministeri interessati,  Imprese e Made in Italy, e trascurando completamente gli impegni assunti al tavolo istituzionale sulla vertenza.

I due sindacati chiedono di “garantire ai lavoratori italiani le stesse tutele occupazionali previste in Germania e anche di vincolare le commesse pubbliche affidate a Rheinmetall al rispetto degli impegni assunti in sede istituzionale”.

Un altro punto fondamentale alla base della decisione di astenersi dal lavoro riguarda l’erogazione di risorse pubbliche, che secondo i sindacati non dovrebbero essere concesse alle aziende che delocalizzano la produzione, o che vendono il proprio sito bypassando tanto i sindacati che le istituzioni.

«Disattendere un tavolo istituzionale convocato dal Governo significa calpestare le istituzioni, le lavoratrici e i lavoratori e le loro rappresentanze» afferma la Fiom in una nota, sottolineando anche che Rheinmetall non è un’azienda in crisi, ma “un colosso della difesa che genera miliardi di euro di utili” anche grazie a commesse pubbliche finanziate dallo Stato italiano.

I sindacati contestano la ventilata cessione degli stabilimenti a un fondo che, stando alle organizzazioni sindacali tedesche, avrebbe carattere speculativo.

Lo sciopero di oggi è articolato  in due modi: il primo turno e il personale giornaliero si astengono dal lavoro per due ore, dalle 10 alle 12, con presidio e assemblea davanti allo stabilimento. Per i turni successivi lo sciopero si svolgerà nelle ultime due ore di lavoro.

La Fiom chiede al governo di convocare con urgenza Rheinmetall al tavolo del Mimit con un rappresentante dotato di pieni poteri negoziali e di bloccare qualsiasi procedura di vendita prima del confronto istituzionale.