L’Aquila: chiesti chiarimenti su abbattimento alberi in via dei Farnese

Residenti preoccupati in via dei Farnese, a L’Aquila, dopo l’abbattimento di un filare di alberi per realizzare un edificio commerciale

A volerci vedere chiaro è il Conalpa, (Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio), al quale la vicenda è stata segnalata dai cittadini.

«Preso atto del reale impatto dell’intervento sul patrimonio arboreo della zona, i cittadini hanno segnalato la vicenda al CONALPA chiedendo un approfondimento sugli aspetti urbanistici e ambientali e sulle misure compensative previste.
L’area interessata dall’intervento ricade in una zona disciplinata dall’articolo 31 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale, destinata ad attrezzature generali per servizi di uso pubblico e di interesse generale di scala urbana e territoriale.

Lo stesso articolo prevede che eventuali modifiche delle destinazioni d’uso e dei relativi parametri possano avvenire esclusivamente attraverso deliberazione del Consiglio Comunale e in presenza di comprovate esigenze di interesse generale.
Successivamente, l’area è stata oggetto di rinormazione urbanistica mediante Deliberazione del Commissario ad Acta n. 1 del 24 maggio 2012, relativa a una superficie territoriale complessiva di 10.672 metri quadrati. Il provvedimento ha introdotto la possibilità di destinazioni commerciali e direzionali entro il limite massimo del 50% della superficie utile complessiva dell’intervento, prevedendo al contempo la cessione gratuita al Comune di almeno il 50% della superficie territoriale per opere pubbliche di urbanizzazione primaria e secondaria, nonché per la realizzazione di un parcheggio pubblico permeabile e alberato con essenze autoctone da concordare con il
Servizio Ambiente comunale.

Particolare rilievo assumono inoltre le prescrizioni relative alle aree pertinenziali di uso pubblico e alla necessità di garantire adeguati spazi verdi in continuità con quelli pubblici esistenti. Si tratta di elementi che meritano oggi una verifica attenta, alla luce della perdita del patrimonio arboreo che caratterizzava l’area.
Pur senza mettere in discussione l’esistenza di autorizzazioni e procedure amministrative che hanno consentito l’intervento, la vicenda solleva interrogativi che riguardano le scelte urbanistiche e politiche che nel tempo hanno portato all’attuale trasformazione dell’area.

È legittimo chiedersi se la perdita delle alberature esistenti fosse realmente inevitabile, quali alternative progettuali siano state valutate e quale sia il bilancio ambientale complessivo dell’operazione. Le responsabilità non possono essere ricondotte esclusivamente all’impresa esecutrice, che opera nell’ambito di titoli autorizzativi rilasciati dagli enti competenti. Al tempo stesso, chi realizza interventi di questa portata sul territorio non può limitarsi al rispetto formale delle prescrizioni amministrative, ma deve assumersi una responsabilità concreta nei confronti dell’ambiente urbano e della comunità locale.

Per tali ragioni il CONALPA chiede agli uffici comunali competenti di prestare la massima attenzione alle misure di compensazione ambientale previste dall’intervento e auspica che la perdita del verde esistente venga compensata attraverso la realizzazione di nuove aree verdi e spazi a parco realmente fruibili dalla cittadinanza, piuttosto che mediante l’incremento di superfici destinate alla sosta veicolare.
La compensazione del verde non può infatti ridursi a un semplice conteggio numerico delle alberature da mettere a dimora. Un albero adulto rappresenta un patrimonio ecologico costruito nel tempo e non immediatamente sostituibile. La compensazione dovrà pertanto garantire un effettivo miglioramento della qualità ambientale e paesaggistica dell’area, contribuendo alla mitigazione climatica, al miglioramento della qualità dell’aria e alla vivibilità del quartiere.

Alla luce dell’interesse pubblico coinvolto, appare inoltre necessario che siano rese note alla cittadinanza:
• le autorizzazioni e gli atti urbanistici che hanno consentito l’intervento;
• il numero e le caratteristiche delle alberature abbattute;
• le eventuali valutazioni sulle alternative progettuali adottabili;
• il piano di compensazione ambientale previsto;
• le modalità di controllo e monitoraggio degli impegni assunti dal soggetto attuatore.

Nelle immediate vicinanze dell’area risultano già previste ulteriori superfici destinate alla sosta. Per questo motivo appare opportuno privilegiare soluzioni capaci di incrementare la dotazione di verde pubblico e di rafforzare la funzione ecologica degli spazi urbani, in coerenza con le crescenti esigenze di adattamento ai cambiamenti climatici.

Il CONALPA auspica infine che l’intera vicenda venga seguita con la massima trasparenza e che il confronto con la cittadinanza avvenga in modo aperto e documentato, affinché sia chiaro quali benefici pubblici concreti derivino dall’intervento e come verrà garantita una compensazione ambientale adeguata alla perdita subita dal patrimonio arboreo della città».