Il caso della quadreria mai tornata nella basilica di Collemaggio sta suscitando un dibattito vivace, dopo l’appello del Nunzio Apostolico, Monsignor Orlando Antonini
Sulle pareti delle navate e dell’abside mancano non sono stati mai riportati dei quadri del seicento – settecento. E l’appello lo ha fatto monsignor Antonini durante un convegno, affinché la basilica di Collemaggio, seppur bellissima, torni ad avere i suoi apparati decorativi.
La basilica di Collemaggio, dopo un complesso restauro, è stata restituita al culto nel 2017. Alla ricostruzione architettonica però non ha fatto seguito la restituzione del patrimonio artistico e molte opere non sono state ricollocate.
Solo una minima parte è rientrata nel 2021 grazie al Segretariato e all’associazione Panta Rei che ha finanziato molti restauri.
Mancano però le tele del ciclo seicentesco di Carl Ruthart, diverse opere del transetto e gran parte degli arredi e delle opere lignee.
In questi giorni, intanto, la tela di Berrettini che ritrae San Pietro Celestino mentre promulga la Bolla del Perdono si avvia al restauro nel castello del Buonconsiglio.
Antonini, nel suo intervento ha spiegato che i 700 mila euro utilizzati per il restauro sono stati stanziati anche grazie all’interessamento del sindaco Pierluigi Biondi ma l’iter burocratico e l’assenza di personale stanno rallentando il tutto. Chi ritiene che Collemaggio debba avere maggiore dignità e nel suo complesso, è lo storico e giornalista Angelo De Nicola, da sempre appassionato della basilica e per la quale ha condotto diverse battaglie. Per prima cosa la necessità è dei servizi igienici, anche se il Comune si sta muovendo ma, essendo una meta gettonata anche da pellegrini e turisti, per De Nicola va guardata con maggiore attenzione.
