Giulianova, Primo Maggio nel segno del “lavoro dignitoso”

A Giulianova, il Primo Maggio si conferma una ricorrenza dal forte valore civile e sociale, capace di unire memoria storica, partecipazione e riflessione sulle sfide contemporanee del mondo del lavoro

La Festa dei lavoratori, infatti, non è soltanto un momento celebrativo, ma un’occasione concreta per riportare al centro del dibattito pubblico i temi dell’occupazione, dei diritti e dello sviluppo territoriale. Lo slogan scelto quest’anno è “Lavoro dignitoso”. Il cuore delle celebrazioni è stato il lungo corteo partito da via Matteotti e culminato in piazza della Libertà, dove è stata deposta una corona di fiori sulla lapide dei Proletari morti in tutte le guerre. Un appuntamento che ha richiamato lavoratori, rappresentanti istituzionali e cittadini, offrendo uno spazio di confronto sui cambiamenti che stanno attraversando il sistema produttivo. Tra gli interventi quello del segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, che ha portato sul palco le istanze e le criticità del territorio regionale.
Nel suo intervento, Lombardo ha sottolineato con decisione il momento delicato che sta attraversando l’Abruzzo:

“ La nostra regione si trova oggi a un bivio decisivo – spiega – continuare a subire un lento declino oppure costruire con coraggio una nuova stagione di sviluppo equo e sostenibile. Le criticità sono evidenti, a partire da una sanità pubblica in affanno, segnata da carenze di risorse, personale e organizzazione, fino al crescente divario tra costa e aree interne, sempre più esposte a spopolamento e marginalità. Serve una visione unitaria e scelte nette: una governance sanitaria più efficiente, investimenti mirati nei servizi di prossimità e un piano straordinario per rafforzare il capitale umano. Allo stesso tempo, è indispensabile rilanciare le aree interne con infrastrutture moderne e opportunità economiche concrete”. “L’industria e il lavoro – aggiunge Lombardo- restano pilastri fondamentali, ma vanno accompagnati nella transizione tecnologica, contrastando precarietà e bassi salari”. “L’Abruzzo – conclude – può e deve diventare una vera cerniera strategica tra territori e mercati, valorizzando le proprie risorse. Ma per farlo occorre  costruire un progetto regionale fondato su responsabilità condivise e interesse collettivo”.