Consiglio Regionale: approvata la riforma del servizio idrico integrato

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Il Consiglio regionale d’Abruzzo ha approvato la riforma del Servizio idrico integrato, una norma definita dalla maggioranza “storica”

Il provvedimento, nato dall’iniziativa del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri e della vicepresidente Marianna Scoccia, è passato con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione dei consiglieri Luciano D’Amico, Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini.
Al centro della riforma la riduzione degli attuali sub ambiti del servizio idrico: si passerà dagli attuali sei gestori a un massimo di due, mantenendo però la gestione interamente pubblica e in house attraverso società detenute dai Comuni.

“Abbiamo approvato una legge di importanza storica – ha commentato Sospiri – una riforma strategica che va a dare certezza a un ambito delicato come la gestione dell’acqua. L’acqua resterà pubblica e sarà gestita da società pubbliche dei Comuni. Saremo più forti come sistema, ottimizzeremo i costi lasciando le tariffe pressoché invariate e aumentando gli investimenti necessari per ridurre le perdite e portare l’acqua dove oggi manca”.

La nuova legge affida all’Ersi, l’Ente regionale del servizio idrico, il compito di predisporre entro trenta giorni uno studio sulla possibile suddivisione dell’Ambito territoriale unico regionale (Atur) in sub ambiti territoriali. Sarà poi la Giunta regionale, acquisito il parere obbligatorio delle commissioni consiliari competenti, a decidere se confermare l’ambito unico oppure procedere alla suddivisione.
Tra gli elementi inseriti nella riforma anche la tutela dei livelli occupazionali degli attuali gestori e un sistema di rappresentanza che punta a garantire un maggiore equilibrio tra grandi e piccoli Comuni attraverso il voto ponderato nell’Assemblea dei sindaci.

Soddisfazione è stata espressa anche dal gruppo regionale di Fratelli d’Italia, che parla di “riforma epocale”. Dalla Lega, il capogruppo Vincenzo D’Incecco e la consigliera Carla Mannetti sottolineano invece il rafforzamento della gestione pubblica: “La riduzione del numero dei gestori, la semplificazione delle strutture e il miglioramento del coordinamento tra i territori potranno rendere il sistema più solido ed efficiente”.

Positivo, pur con alcune riserve, anche il giudizio del Patto per l’Abruzzo. La coalizione di opposizione evidenzia inoltre l’eliminazione della soglia che avrebbe penalizzato i Comuni sotto i tremila abitanti.