A distanza di 20 anni torna a splendere a Pescara la fontana di Ettore Spalletti davanti al Palazzo di Giustizia. Ieri la riconsegna alla città con una cerimonia emozionante e particolarmente emozionante.
La prima volta, era il 2004, un velo d’acqua scorreva placido sulle forme tondeggianti di un’opera meravigliosa che solo un genio come Ettore Spalletti poteva concepire. La sua fontana, davanti al nuovo Palazzo di Giustizia, splendeva riverberando i raggi del sole di giorno, e il pallore della luna, di notte. Poi, dopo appena due anni, alcuni problemi strutturali ne hanno decretato l’improvviso abbandono e nonostante innumerevoli sforzi da parte dell’Amministrazione del Tribunale, alcuni privati e le istituzioni, non è stato mai possibile farla tornare in vita, se non in questi ultimi anni, quando un alto funzionario del Ministero, come ha ricordato Rosalba Natali Dirigente Amministrativa del Tribunale, è riuscito a mettere a disposizione i fondi necessari per la sua completa ristrutturazione. Sono passati, nel frattempo, 20 anni segnati dalla scomparsa di Spalletti ottobre 2019, e dell’Ingegnere Lino Prezioso, una delle tante vittime del Covid, tra i principali promotori della sua rinascita:
“Ettore amava molto questa opera – ci racconta Patrizia Leonelli Spalletti, vedo dell’artista e Presidente della Fondazione che porta il suo nome – e ha sofferto molto nel vederla in totale abbandono. Oggi sarebbe felicissimo. Questa fontana è l’immagine di Pescara come la vedeva lui, l’acqua che scorre che riproduce il suono del mare, l’ellisse in granito nero dello Zimbawe che abbraccia il bacino azzurro al centro, consegnando alla vista di chi viene ad ammirarla. Quest’opera è per i pescaresi che possono trascorrere in questo luogo momenti di pace e serenità, nella sua mente anche l’idea di una fila di alberi di ciliegio e delle panchine, spero che in un futuro, non molto lontano, si possa realizzare anche questo”
“Accogliamo il suggerimento della Presidente e proviamo a completare i contorni di un’opera assolutamente meravigliosa – dice il sindaco Carlo Masci – ma lasciatemi dire che abbiamo finalmente restituito dignità e valore a un simbolo della città. Un’opera di straordinario prestigio internazionale che per troppo tempo è rimasta ferita, silenziosa. Oggi quella ferita, aperta da oltre vent’anni, viene finalmente risanata”
Presenti alla cerimonia anche il Prefetto Carnevali, l’ex presidente del Tribunale Bozza, uno dei primi a darsi da fare per la sua ristrutturazione, il Direttore de “Il Centro” Luca Telese che oggi propone, sul Quotidiano, un approfondimento su questo evento con una bellissima foto, in prima pagina, del fotografo d’autore Luciano D’Angelo. Il procuratore capo Giuseppe Bellelli che parla di opera totale che toglie il respiro e l’attuale presidente del Tribunale Luigi Cirillo:
“Il senso di pace e serenità di questa opera davanti a un luogo che ispira ben altro – ricorda Cirillo – questo contrasto la rende ancora più bella. Non è stato facile, anzi parecchio complicato, riportarla alla luce, ma il grande impegno di tutti, specialmente dopo la morte dell’artista, ha consentito di recuperare un vero e proprio gioiello per l’intera città.”
