Abruzzo: saldi estivi tra entusiasmo dei clienti e nodi del commercio di prossimità

Al via la stagione degli sconti in Abruzzo: l’emozione dei consumatori a caccia dell’affare e il grido d’allarme delle associazioni di categoria contro la concorrenza sleale del web

Un sabato mattina per le vie del centro delle città abruzzesi che si svegliano con un movimento insolito:c’è chi cammina a passo svelto stringendo una lista cartacea e chi scruta le vetrine già da giorni, aspettando il momento esatto in cui quel cartellino cambierà prezzo. La caccia all’affare è ufficialmente aperta. Da oggi partono i saldi estivi in Abruzzo dove, per 60 giorni, i consumatori potranno acquistare usufruendo delle offerte a prezzi ridotti.

Intercettata davanti a un noto negozio di calzature del centro, la trentaquattrenne Elena racconta che aspettava questo giorno da un mese. Spiega di aver messo gli occhi su un paio di sandali artigianali e sottolinea come comprare nei negozi fisici le dia sicurezza, poiché le permette di toccare la pelle e verificare la calzata. Aggiunge, inoltre, che in questo modo l’acquisto è immediato, senza lunghe attese per il corriere o resi complicati.

Poco più in là, Marco e Giulia, una giovane coppia, mostrano orgogliosi le prime buste e spiegano di essere venuti in centro soprattutto per l’abbigliamento sportivo e per qualche capo basic da usare in vacanza. Raccontano che il loro budget è di circa 150 euro a testa, ma precisano di cercare solo sconti veri, dal 30% in su. Per loro, conclude la coppia, si tratta anche di un modo per vivere la propria città e prendersi un caffè in totale relax.

Tuttavia, non manca chi esprime scetticismo verso i saldi tradizionali. Valeria, 48 anni, confessa infatti di aver già comprato molte cose la settimana precedente online e tramite le newsletter dei brand di cui è cliente. Spiega di aver ricevuto sconti “privati” via SMS già a fine giugno e che quel giorno si trova lì più che altro per accompagnare sua figlia. Secondo la donna, la vera magia del primo giorno di saldi si è ormai onestamente un po’ persa.

L’analisi dei dati: l’erosione dei saldi e il fattore e-commerce
Il debutto ufficiale dei saldi di fine stagione in Abruzzo, fissato in conformità con la determinazione della Regione, avviene in un contesto di profonda trasformazione del mercato, non privo di criticità strutturali.

Secondo le stime di Fismo-Confesercenti (l’associazione di riferimento per il settore moda e calzature), ben il 36% dei consumatori ha già effettuato acquisti nei giorni precedenti. Una tendenza trainata da offerte e promozioni anticipate, recapitate tramite canali privati (SMS ed email) da grandi marchi nazionali e internazionali.

Marina Dolci, componente della giunta nazionale Fismo-Confesercenti, afferma:

«C’è bisogno di una riforma strutturale dello strumento dei saldi. Le vendite di fine stagione valgono oggi tra il 25 e il 30% del fatturato annuo di un negozio di abbigliamento, ma nell’ultimo decennio questo valore si è costantemente eroso a causa di promozioni e ribassi anticipati. Praticamente nessuna piattaforma online rispetta il divieto di vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti i saldi, una regola che invece vincola i negozi fisici nella maggior parte delle regioni. Senza nuove regole europee, si altera la concorrenza a danno del commercio di prossimità».

A rincarare la dose sui numeri della crisi è Franco Menna, referente Fismo per l’Abruzzo insieme a Dolci:

«Tra il 2019 e il 2025 hanno chiuso in Italia oltre 18 mila negozi di abbigliamento e calzature, cancellando circa 17 mila posti di lavoro. I negozi indipendenti, che rappresentano ancora la metà dei punti vendita, pesano ormai solo per il 20-25% del mercato, a fronte dell’oltre 75% registrato negli anni Ottanta. È urgente riequilibrare le regole del gioco tra commercio fisico e giganti del web».

Per contrastare la desertificazione commerciale, Confesercenti ha promosso una raccolta firme nazionale per una legge di iniziativa popolare volta a istituire le Zone Economiche Speciali (ZES) di prossimità per il rilancio dei centri storici.

Un appello all’identità urbana arriva anche da Enzo D’Ottaviantonio, presidente di Federmoda-Confcommercio Pescara: «L’auspicio è che i cittadini tornino a comprare nei centri urbani. Rispetto alle grandi superfici commerciali o al web, offriamo un livello superiore di servizio, assistenza e qualità. Sostenere il negozio sotto casa significa preservare la città stessa: dove il piccolo commercio muore, le strade diventano più buie, insicure e meno attraenti. Prima di essere commercianti, siamo cittadini che amano il proprio territorio».

Il Vademecum per gli acquisti sicuri
Per evitare brutte sorprese e fare acquisti intelligenti, ecco la guida pratica per il consumatore durante il periodo dei saldi

Cartellini trasparenti: per legge, ogni prodotto in saldo deve esporre chiaramente il prezzo originale di partenza, la percentuale di sconto applicata e il prezzo finale scontato.

Il cambio merce: la sostituibilità del capo è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non presenti difetti di conformità (in quel caso scatta l’obbligo di riparazione o sostituzione). Conservate sempre lo scontrino.

Prova dei capi: non esiste un obbligo di legge per far provare gli abiti; la scelta è rimessa alla cortesia del commerciante, ma è sempre consigliabile diffidare di chi vieta la prova senza un motivo valido.

Pagamenti digitali: tutti i negozianti sono obbligati ad accettare pagamenti con carte di credito, debito o bancomat, anche per piccoli importi e durante il periodo dei saldi, senza alcun tipo di sovrapprezzo.

Fondi di magazzino: i prodotti messi in saldo devono avere carattere stagionale (della stagione che sta volgendo al termine) e non essere avanzi o rimanenze di magazzino di anni precedenti.