«Stop a ogni deriva illegale»: così l’Ispra condanna il vile gesto dei lupi uccisi in Abruzzo. La presidente Gallone: «Isolare comportamenti irresponsabili»
In merito alla recente vicenda dell’uccisione di alcuni esemplari di lupo nel Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) – probabilmente per avvelenamento – l’Ispra esprime la più «ferma e netta condanna».
«Si tratta di un gesto gravissimo – si legge in una nota -, che colpisce una specie simbolo della biodiversità italiana e mette in discussione gli importanti risultati raggiunti negli ultimi decenni in termini di tutela e conservazione. In attesa della conferma ufficiale sulla modalità utilizzata per l’uccisione degli animali, Ispra ribadisce che la diffusione di esche avvelenate rappresenta un rischio concreto per altre specie selvatiche protette, per la fauna selvatica in generale e per gli animali domestici, oltre che per la pubblica sicurezza.
È necessario isolare con determinazione comportamenti illegali e irresponsabili – conclude l’istituto -, così come ogni forma di istigazione e radicalizzazione del confronto, sui social e nei territori, che rischia di compromettere un dialogo serio e costruttivo e di vanificare gli sforzi di gestione responsabile della fauna selvatica. La questione investe direttamente la salute degli ecosistemi e la qualità dell’ambiente, e richiede un approccio integrato fondato su responsabilità condivise, conoscenza scientifica e rispetto delle regole.
Quanto accaduto – le parole della presidente Maria Alessandra Gallone – è intollerabile e va condannato senza esitazioni. Non possiamo consentire scorciatoie illegali che mettono a rischio non solo una specie protetta, ma l’equilibrio stesso dei nostri ecosistemi e la sicurezza dei territori.»
