Omicidio Pavone, la sentenza

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Omicidio Pavone, la sentenza potrebbe arrivare domani alle 15. Per il delitto dell’ingegnere informatico comparirà davanti al GUP di Pescara, Maria Carla Sacco, l’unico indagato, il 49enne di Chieti Vincenzo Gagliardi.

Potrebbe giungere  domani alle 15 la sentenza per il delitto Pavone. L’ingegnere informatico venne colpito alla testa il 30 ottobre del 2013 e rimase in stato di coma per più di un anno.  Davanti al GUP del tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, si svolgerà l’udienza a porte chiuse con il rito abbreviato a carico dell’unico indagato, il 49enne di Chieti, Vincenzo Gagliardi, che venne arrestato il 28 maggio dello scorso anno con l’accusa di omicidio volontario e premeditato.  Carlo Pavone venne colpito alla testa da un colpo di fucile Flobert mentre,  sotto casa, gettava la spazzatura nei cassonetti. Dopo lunghe indagini venne arrestato Vincenzo Gagliardi che, essendo stato l’amante della moglie di Pavone, avrebbe avuto un movente ritenuto credibile. La pubblica accusa è sostenuta dal PM Annarita Mantini; dopo gli interventi delle parti civili,  toccherà alla difesa di Gagliardi provare a smontare le tesi accusatorie.