Voto di scambio, perizia sui cellulari di Pignoli

Per analizzare i cellulari dell’ex assessore del Comune di Pescara Massimiliano Pignoli e della donna che lo avrebbe votato in cambio della promessa di un alloggio, il perito della Procura avrà a disposizione 60 giorni

Incrociando audio, foto e testi, si arriverà a un quadro più chiaro dell’accusa mossa a Pignoli, al centro dell’inchiesta sulla presunta corruzione elettorale per un voto di scambio per una casa, promessa a una cittadina in campagna elettorale. Le dimissioni di Pignoli, eletto in Consiglio comunale con 1.136 voti raccolti alle elezioni amministrative parziali di Pescara dell’8 e 9 marzo scorsi, sono arrivate sabato pomeriggio con una lettera indirizzata al sindaco Carlo Masci in cui l’assessore rimetteva le sue deleghe dagli uffici preposti alla Protezione civile, all’ascolto del disagio sociale e all’associazionismo sociale, assegnate circa un mese fa dal primo cittadino nella ricomposizione della nuova Giunta. L’inchiesta della magistratura, partita dall’autodenuncia della cittadina che avrebbe visto sfumare la promessa di un alloggio in cambio del voto, dovrà ora accertare se le accuse mosse a Massimiliano Pignoli siano fondate oppure no.

«Sono liberale e garantista, lo sono e lo sono sempre stato per tutti», ha dichiarato il sindaco Carlo Masci, affidando il suo commento sulla vicenda a un comunicato stampa. «Per me una persona sottoposta a un procedimento penale è colpevole dopo una sentenza passata in giudicato. Dopo aver incontrato Massimiliano Pignoli, gli ho ribadito questo mio pensiero e gli ho chiesto di soprassedere, di riflettere, di attendere che la giustizia faccia il suo corso, essendo peraltro la sua vicenda ancora in una fase embrionale. Pur avendolo trovato sereno, cioè certo della propria innocenza, l’ho visto provato da quanto sta accadendo, in modo particolare perché ha già vissuto in passato un’esperienza dello stesso tipo. Quei fatti lo hanno scosso e segnato, con il passare degli anni, pur essendo stato assolto dall’accusa che lo riguardava sempre nell’ambito dell’attività pubblica. Gli ho ribadito la mia fiducia, la stessa di tantissimi elettori, riconoscendogli una notevole capacità di ascolto e di accoglienza dei cittadini che vivono le difficoltà e le fragilità più disparate, una capacità che pochi altri posseggono. Per questo gli avevo assegnato una delega specifica sul disagio sociale, mai pensando che questa attenzione alle fasce più deboli gli avrebbe potuto causare problemi con la Giustizia. Nello stesso tempo ribadisco la mia fiducia nel lavoro della magistratura affinché si faccia piena luce sui fatti che riguarderebbero Massimiliano Pignoli.»

Le deleghe riconsegnate dall’ex assessore intanto restano vacanti, ma il toto-nomi della politica già individua i consiglieri Eugenio Seccia di Forza Italia e Luigi Albore Mascia di Pescara Futura come papabili assessori chiamati a ricoprire in giunta le cariche mancanti, come riportato anche da il quotidiano “il Centro”. Raggiunto telefonicamente, il sindaco Carlo Masci ribadisce la sua fiducia nell’operato della magistratura e smentisce le indiscrezioni su Seccia e Mascia, riportate dal quotidiano.
«Sulla vicenda ho già fatto chiarezza con un comunicato stampa», ha dichiarato il primo cittadino raggiunto telefonicamente, mentre era in viaggio per Trento dove sarà ospite del festival dell’economia. Domani intanto il prossimo Consiglio comunale avrà un posto vuoto in Giunta.