L’Aquila, cinema Massimo: si chiude lungo contenzioso e si pensa al futuro

Si chiude un lungo contenzioso riguardante il cinema Massimo, in centro all’Aquila, con la Cassazione che dà ragione definitivamente al Comune dell’Aquila. La destinazione sarà quella di multisala 

 
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della prelazione esercitata dal Comune dell’Aquila sull’intero complesso immobiliare del Cinema Massimo, chiudendo definitivamente il contenzioso con Finleonardo Spa.
La sentenza è del 12 maggio scorso. La società aveva fatto ricorso sostenendo che il vincolo culturale riguardasse la sola sala cinematografica e non altre che unità immobiliari, cioè un’agenzia e un posto auto.
Secondo i giudici, invece, il vincolo apposto dal Ministero dei Beni culturali nel 2000 interessava l’intera particella catastale 2915 e quindi tutto il complesso immobiliare del Cinema Massimo, comprese le pertinenze.
La Cassazione ha ritenuto corretta la decisione della Corte d’Appello dell’Aquila, evidenziando che la nota di trascrizione del vincolo indicava chiaramente l’intera particella catastale e che gli spazi contestati avevano natura accessoria rispetto alla sala cinematografica.
Respinte anche le richieste economiche avanzate da Finleonardo, che chiedeva in subordine la restituzione di 2 milioni di euro ritenuti pagati per le unità immobiliari escluse dalla prelazione. La società è stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali delle controparti.
Il Comune in tutto questo pensa al futuro e ha approvato il bando di gara per affidare progettazione esecutiva e lavori del secondo lotto. Lavori da oltre 4 milioni di euro. Anche attorno ai ritardi ci sono state molte polemiche, anche in aula con il vice sindaco Daniele che ha dichiarato che ci vorranno due anni per terminare i lavori e che non riaprirà prima della fine del 2028, se non ci saranno ulteriori intoppi.
Un progetto che è stato attraversato da molte criticità nel tempo. Quel che è certo è che la destinazione sarà quella di luogo per le proiezioni ma la riapertura del cinema dovrà tener conto di alcune prescrizioni. Non più un’unica sala ma 4, quella storica da circa 350 posti, poi ce ne saranno 2 da 72 posti per le proiezioni cinematografiche mentre una da 64 posti verrebbe usata per rappresentazioni teatrali e altri spettacoli, queste almeno sono le indicazioni che emergono.