Stava programmando una strage a scuola, per questo i carabinieri del Ros hanno arrestato un 17enne pescarese, residente a Perugia
Al giovane vengono contestati anche i reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa oltre che detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Secondo le indagini, il ragazzo stava lavorando alla fabbricazioni di armi e di ordigni chimici. Quattro i giovanissimi indagati tra Teramo e Sant’Egidio alla Vibrata.
Dalle prime ore dell’alba, tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana, il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, in collaborazione con i Comandi Provinciali competenti per territorio, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare con successivo trasferimento presso un Istituto Penale Minorile, emessa dal G.I.P. del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, a carico di un diciassettenne pescarese domiciliato nella provincia di Perugia. Il minore è ritenuto gravemente indiziato dei delitti di Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di Detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Sono in totale quattro i minorenni nel Teramano indagati, e sottoposti a perquisizione informatica e personale, nell’ambito dell’inchiesta ‘Hate’ sulla rete neonazista “Werwolf Division” condotta dalla procura per i minorenni dell’Aquila. Il nucleo principale è stato individuato nel capoluogo: tre giovanissimi risiedono a Teramo, tra i quali figura anche uno studente originario di Pescara. Il quarto indagato è stato invece rintracciato e perquisito a Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo.
Complessivamente sono sette i giovani indagati (quattro in Abruzzo, uno nel Bolognese e gli altri tra Umbria e Toscana).
Per tutti l’accusa è di aver preso parte a un “ecosistema virtuale” dedito alla propaganda di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Gli investigatori ora analizzeranno i dispositivi sequestrati (smartphone e pc) per verificare il grado di coinvolgimento dei ragazzi nei canali social che incitavano alla violenza e alla glorificazione dei killer di massa.
Vive in uno dei comuni dell’Alto Tevere umbro il diciassettenne originario di Pescara arrestato dai carabinieri del Ros, secondo i quali stava programmando una strage a scuola. Sarebbe stato già perquisito nei mesi scorsi ma sulle attività in corso viene mantenuto il riserbo assoluto.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Minorile di L’Aquila, ha permesso di contestare al giovane il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco. Tra il materiale illo tempore sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il
tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.
Nello specifico, appaiono assumere un profilo di rilevante pericolosità le informazioni detenute in ordine al reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia 3D e alla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la ”madre di Satana”. Le indagini hanno altresì documentato i contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato ”Werwolf Division”, incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della ”razza
ariana”, nonché sulla costante glorificazione di mass shooters quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch avvenuti il 15 marzo 2019, e Anders Behring Breivik, autore degli attentati avvenuti a Oslo e Utoya il 22 novembre 2011, elevati a ”santi” per incentivare l’emulazione. È emerso inoltre l’esplicito intento di compiere una strage scolastica ispirata alla Columbine High School (20 aprile 1999), seguita dal proprio suicidio.
Sono state effettuate inoltre sette perquisizioni locali, personali e informatiche nei confronti di altrettanti minorenni nelle provincie di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. Gli stessi sono indagati in quanto ritenuti autori di condotte inquadrabili ex art. 604 bis c.p. Tutti i minori appaiono: inseriti in un ecosistema virtuale transnazionale, composto da gruppi e canali social di matrice neonazista, accelerazionista e suprematista e particolarmente sensibili alla carica istigatoria del materiale ideologico condiviso e alla fascinazione per la violenza e l’estremismo.
L’indagine, avviata nel mese di ottobre 2025 dalla Sezione Anticrimine di L’Aquila, è stata originata dalla pregressa attività antiterrorismo (indagine ”Imperium”) conclusa nel luglio 2025 dalla Sezione Anticrimine Carabinieri di Brescia e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di quel capoluogo, nell’ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell’esecuzione della misura cautelare.
“Il caso del 17enne pescarese arrestato con l’accusa, tra l’altro, di detenzione di materiale con finalità di terrorismo “è la conferma che noi dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione, probabilmente anche lavorando con le grandi compagnie, con i vari gestori di queste reti per trovare insieme delle soluzioni, perché non c’è soltanto il divieto per i minori”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha commentato l’arresto del ragazzo che, secondo i carabinieri del Ros stava progettando una strage a scuola.
“Anche questo” ragazzo “era collegato con i social e utilizzava informazioni, almeno così ho letto dalle prime notizie, per procurarsi armi, esplosivi e quant’altro – ha aggiunto a margine di un convegno sulla scuola e sulle prospettive educative -. È una grande sfida, purtroppo è il tema del momento ed è un tema molto drammatico”.
Sul limite all’utilizzo dei social “ritengo che il disegno di legge che stanno discutendo in Parlamento sia molto equilibrato e cioè il divieto sino a 14 anni – ha aggiunto -. È quello che più o meno si sta facendo anche in altri Paesi, in Australia è stato fissato a 16, però in linea di massima è fissato ai 14 anni. C’è da risolvere anche il problema della privacy, che è un problema serio, oggettivo, che però a mio avviso può essere superato”. “È un tema, questo, che dobbiamo affrontare con grande urgenza e con grande senso di responsabilità”, ha concluso.
Era già stato perquisito nell’ambito di un’indagine condotta a Brescia nei confronti di persone tutte sospettate di appartenere a gruppi virtuali di estrema destra con posizioni radicali neonaziste, suprematiste, xenofobe e antisemite il ragazzo arrestato in Umbria per disposizione del gip dei minori di L’Aquila con l’accusa di avere progettato una strage a scuola. Entrambi i procedimenti hanno impegnato i carabinieri del Ros. Sono stati gli stessi inquirenti dell’attuale operazione a spiegare che l’indagine avviata nell’ottobre scorso è stata originata dalla precedente attività antiterrorismo (indagine “Imperium”) conclusa nel luglio 2025 dalla sezione anticrimine carabinieri di Brescia e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo di quella città nell’ambito della quale venne perquisito anche il minore coinvolto nell’esecuzione
della misura cautelare. In Lombardia un bresciano di 21 anni venne raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa. Vennero disposte dal pm 26 perquisizioni su tutto il territorio nazionale. In particolare l’indagine si era sviluppata attraverso il monitoraggio dei profili social Telegram e TikTok del ventunenne. Le investigazioni si erano quindi estese ad altri canali social, consentendo di identificare ulteriori 29 membri, molti dei quali di età compresa tra 18 e 25 anni (cinque dei quali minorenni all’epoca dei fatti), residenti su tutto il territorio nazionale e sottoposti a indagine.
