Mercoledì l’autopsia sul corpo del detenuto 25enne morto nel carcere di Teramo. Intanto l’Osapp torna sulle gravi criticità della struttura
Sono in corso le indagini della Procura di Teramo per accertare con esattezza le cause del decesso del giovane. Il 25enne egiziano, che stava scontando una pena con scadenza nel 2028, è stato rinvenuto privo di sensi da alcuni compagni di cella. Immediato l’intervento degli agenti della polizia penitenziaria e del personale sanitario, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato vano. Nella cella sarebbe stato avvertito un forte odore di gas, gli investigatori non escludono alcuna ipotesi.
La pm Silvia Scamurra ha disposto l’autopsia sulla salma, l’esame si svolgerà mercoledì e sarà determinante per chiarire le cause della morte e ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso. La notizia ha provocato momenti di forte tensione all’interno dell’istituto penitenziario. Alcuni detenuti hanno dato vita a proteste e danneggiamenti, manifestando il proprio malcontento e rivendicando condizioni detentive più dignitose.
La situazione è stata riportata sotto controllo grazie all’intervento del personale della polizia penitenziaria, che è riuscito a contenere i disordini evitando conseguenze più gravi.
All’indomani dell’accaduto, il sindacato di Polizia penitenziaria Osapp torna a denunciare una situazione definita ormai insostenibile. Il sindacato ha ricordato di avere inviato appena due giorni prima una nuova segnalazione al Provveditorato regionale, evidenziando il problema del sovraffollamento che interessa il carcere di Castrogno.
A fronte di una capienza regolamentare di 255 posti, infatti, la struttura ospita oltre 470 detenuti, con un tasso di sovraffollamento che raggiunge l’84 per cento. A ciò si aggiunge una significativa carenza di personale, più volte segnalata dagli operatori del settore.
«Chiediamo l’immediato sfollamento di una parte consistente dei detenuti – sottolinea il sindacato – per consentire un migliore controllo delle aree detentive e permettere interventi organizzativi mirati, in grado di ridurre le situazioni di rischio».
L’Osapp ha annunciato inoltre la disponibilità ad avviare iniziative di mobilitazione affinché la situazione del carcere teramano venga inserita con urgenza nell’agenda delle istituzioni competenti.
