Obbligo di dimora nel comune di residenza con la firma due volte al giorno nella più vicina stazione dei carabinieri. Così ha deciso il Gip del Tribunale di Sulmona dopo 5 ore circa di interrogatorio di garanzia, svoltosi questa mattina, dei tre finiti in carcere per la vicenda delle due sorelline scomparse da una casa famiglia a Civitella Alfedena e ritrovate dopo due settimane a Formia. Dinnanzi al Gip, per rispondere a molte delle domande rimaste sospese intorno alla scomparsa di Sarah e Alisya, la mamma Valentina D’Acunto, il compagno della donna Vincenzo Esposito e il nonno delle ragazzine, Marco D’Acunto +++ IN AGGIORNAMENTO+++
I tre hanno risposto alle domande del gip: 5 ore circa di confronto. Mamma, compagno e nonno sono stati, ovviamente, ascoltati individualmente. Un interrogatorio di garanzia alla presenza degli avvocati Luca Cupolino e Enrico Mastantuono (che assistono Valentina D’Acunto), mentre lo stesso Mastantuono assiste gli altri due arrestati. Alle 17 e 20 circa è Luciano D’Angelo, procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona, ad incontrare la stampa e annunciare la decisione del Gip: obbligo di dimora per tutti e tre e firma due volte al giorno nella più vicina stazione dei carabinieri. Di fatto il Gip ha confermato quanto richiesto dal PM e come lo stesso Procuratore D’Angelo ha ribadito questa decisione è stata presa anche nell’interesse delle due ragazzine affinchè scenda il più possibile il clamore mediatico che la vicenda ha innescato intorno al loro già complicato quotidiano.
Bisognava capire, tra le tante cose, se Formia fosse solo una tappa prima della fuga all’estero: così come nel corso dell’interrogatorio di garanzia – ricordiamo che i tre sono accusati di sequestro di persona aggravata – le domande dovevano servire anche a capire di più delle sim utilizzate per le comunicazioni ed eventuali altre responsabilità nella fuga dalla casa famiglia in cui Sarah e Alisya erano ospitate. Intorno alle 14.30 il giudice si è ritirato per decidere se convalidare o meno i provvedimenti di custodia in carcere, come da previsioni alle 17 circa arriva la notizia dell’obbligo di dimeora. Nel 2024 c’era già stato un tentativo di allontanamento delle due minori dalla struttura dove erano ospitate.
I tre sono stati sottoposti a fermo lunedì all’alba, poche ore dopo il ritrovamento delle due minori. Gli indagati sono complessivamente quattro: tre si trovano in stato di fermo, mentre una parente acquisita della madre, che avrebbe ospitato le ragazze nella propria abitazione durante il periodo di allontanamento, è indagata a piede libero.
Per partecipare agli interrogatori, Vincenzo Esposito e Marco D’Acunto sono stati trasferiti dal carcere di Sulmona, mentre Valentina D’Acunto è giunta dal penitenziario di Teramo. Le indagini proseguono per chiarire le modalità dell’allontanamento e le eventuali responsabilità delle persone coinvolte nella vicenda.
Sullo sfondo della vicenda rimane sempre il contrasto tra la madre delle due sorelline e l’ex marito, Stefano Di Giacinto. I due hanno perso la responsabilità genitoriale a seguito di una lunga battaglia giudiziaria dopo il divorzio in mezzo al quale sono finite le due ragazzine. A fine maggio però il Tribunale per i minori di Cassino l’aveva restituita solo al padre. Il 24 giugno, Di Giacinto ha commentato le parole di Maria Mastroianni, madre di D’Acunto, che ha sostenuto che le ragazze odino il padre: “Ne ho ricevute tante di offese in tutti questi anni, ho sempre sorvolato andando avanti a testa alta: pianti, finzioni. Mi stanno continuando ad attaccare invece di pensare alle ragazze, invece io cerco di proteggere le mie figlie“. Di Giacinto ha anche poi rivelato che la figlia maggiore aveva chiesto ai servizi sociali di poterlo incontrare, ottenendo il consenso. Il 22 maggio, stando a quanto sostenuto dal padre, si sono incontrati a Cassino in un incontro durato più di 2 ore:
Intanto il sindaco di Cassino si è recato in visita dalle ragazzine, in una nuova casa famiglia, e racconta alla stampa di averle viste provate ma serene e soprattutto di aver raccolto il loro sfogo di voler ricostruire il rapporto con entrambi i genitori tornando però in quel cono d’ombra in cui vivevano. Sarah e Alisya, sembra, vogliono essere dimenticate e tornare il prima possibile ad una vita tranquilla magari con ritrovata serenità nei confronti di mamma e papà.
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