Sorelle ritrovate: uno degli avvocati rinuncia alla difesa di Valentina D’Acunto

Un legale della madre delle sorelle ritrovate a Formia rinuncia al mandato dopo il fermo per sequestro di persona

Sul caso della sparizione delle due sorelline poi rintracciate a Formia, si registrano sostanziali novità sul fronte dell’assistenza legale ai familiari coinvolti: l’avvocato Giuseppe D’Amici, con studio in Scauri di Minturno, ha comunicato ufficialmente tramite una nota di aver rinunciato al mandato difensivo che gli era stato conferito da Valentina D’Acunto nell’ambito del procedimento civile. La decisione del professionista è maturata in via diretta a seguito della condotta che ha condotto al fermo giudiziario della donna, del suo compagno Vincenzo Esposito e del padre di lei Marco D’Acunto, contestato dall’autorità inquirente con l’ipotesi di reato di sequestro di persona aggravato in concorso.

Il civilista, che era stato incaricato ad adiuvandum insieme al collega Mastantuono nel corso della causa civile, ha spiegato all’agenzia ANSA che la scelta è legata a motivi personali e professionali subentrati di recente, tali da rendere impossibile proseguire l’attività di patrocinio nel rispetto dei principi di deontologia professionale. Il mandato includeva la formale istruzione per procedere all’impugnazione della sentenza civile emessa dal Tribunale di Cassino in data 28 maggio 2026. Tale provvedimento del giudice civile, oggetto del ricorso, aveva stabilito il reintegro della responsabilità genitoriale in capo al padre biologico delle due ragazze.

I risvolti futuri della posizione processuale di Valentina D’Acunto non saranno oggetto di ulteriori valutazioni pubbliche da parte dell’ex difensore, il quale ha invocato il più rigoroso rispetto del segreto professionale. Il legale ha precisato che la propria scelta risponde a un senso del dovere etico e a una insindacabile libertà professionale, senza che questo costituisca un giudizio di valore astratto. Pur dichiarando di comprendere l’esasperazione della madre e l’affetto materno nella ricerca delle figlie, l’avvocato Giuseppe D’Amici ha ribadito la personale impossibilità di avallare o giustificare i comportamenti materiali che hanno originato l’attuale e separato procedimento penale a carico dei tre congiunti.

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L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.