Riforma della caccia in Senato: il WWF Abruzzo lancia l’appello ai parlamentari locali

Appello del WWF Abruzzo ai senatori locali per chiedere il voto contrario al DDL 1552 sulla riforma della caccia

In tutta la regione Abruzzo, i vertici locali del WWF si mobilitano contro la proposta di riforma della caccia in discussione a Palazzo Madama. Nella serata di venerdì 19 giugno, la Delegata WWF Italia per l’Abruzzo, Filomena Ricci, e il Presidente del WWF Abruzzo, Francesco Cerasoli, hanno formalmente inviato un appello congiunto alla Senatrice Di Girolamo e ai Senatori Fina, Liris e Sigismondi, eletti nel 2022 nell’ambito della circoscrizione abruzzese. La lettera aperta chiede ufficialmente, a nome di tutte le socie, i soci e i nuclei territoriali dell’associazione ambientalista, di esprimere un voto contrario al DDL 1552, provvedimento a prima firma del senatore Malan (FdI) attualmente in esame al Senato.Secondo quanto denunciato dai rappresentanti del WWF, il testo del DDL 1552 punta a modificare radicalmente la legge n. 157/1992 (“Norme per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio”). Ricci e Cerasoli evidenziano che il disegno di legge modificherebbe la concezione del prelievo venatorio, trasformandolo da attività rigidamente regolamentata a principale strumento di gestione della biodiversità.

I passaggi più contestati riguardano l’incremento delle specie cacciabili, l’aumento delle giornate di caccia e l’estensione delle aree d’azione fino al demanio forestale. Il testo prevede inoltre l’eliminazione dei limiti numerici per i richiami vivi e concede alle Regioni la facoltà di derogare ai pareri scientifici di ISPRA e del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale. Ulteriori preoccupazioni sono state sollevate per gli emendamenti che potrebbero permettere l’ingresso di cacciatori stranieri senza formazione adeguata e la possibile trasformazione delle aziende faunistico-venatorie in imprese a scopo di lucro, con accesso a finanziamenti pubblici.

A supporto della posizione contraria espressa dal WWF Abruzzo, la nota ufficiale ricorda il parere negativo già manifestato dai Presidenti di dieci società scientifiche nazionali, tra cui la Fondazione per la Flora Italiana, la Società Entomologica Italiana, la Società Italiana di Etologia e la Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente. Gli esperti contestano la progressiva marginalizzazione dei criteri scientifici biologico-naturalistici nei processi decisionali pubblici legati alla gestione degli ecosistemi.

Per quanto riguarda i risvolti politici sul territorio, ad oggi l’appello ha registrato il riscontro formale della sola senatrice Di Girolamo, la quale ha confermato la propria opposizione al provvedimento. Il WWF Abruzzo ha ribadito la richiesta a tutti i parlamentari della circoscrizione di attivarsi per bloccare l’iter della riforma in corso.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.