Svolta per la Costa dei Trabocchi: il TAR ordina al Ministero di istituire il Parco entro 90 giorni

Il TAR Pescara accoglie il ricorso del WWF e sblocca l’iter del Parco della Costa Teatina: Ministero dell’Ambiente obbligato ad agire entro 90 giorni

A Pescara stamani i giudici amministrativi hanno impresso una svolta decisiva alla tutela ambientale della regione: il TAR Abruzzo Sezione di Pescara, tramite la sentenza n. 335/2026, ha accolto il ricorso promosso dal WWF Italia, sbloccando formalmente l’iter istitutivo del Parco Nazionale della Costa Teatina. La pronuncia attesta la piena fondatezza delle ragioni dell’associazione ambientalista e sancisce l’obbligo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di concludere la fase procedimentale per la salvaguardia dell’area costiera teatina.

Il provvedimento del Tribunale Amministrativo Regionale impone al dicastero romano l’applicazione dell’art. 34, comma 3, della legge n. 394/1991. L’Amministrazione centrale dovrà pertanto provvedere in tempi brevi alla delimitazione provvisoria del Parco, all’adozione delle misure di salvaguardia necessarie e alla contestuale costituzione del soggetto di gestione provvisoria dell’Area protetta. Per l’adempimento di tali obblighi, il collegio giudicante ha assegnato al Ministero un termine perentorio di 90 giorni, statuendo che, in caso di ulteriore inerzia, si procederà alla nomina di un Commissario ad acta su istanza di parte.

L’avvocato Alessandro Corporente, legale rappresentante dell’associazione del Panda davanti ai giudici amministrativi, ha espresso forte soddisfazione per il verdetto: “La sentenza del TAR Abruzzo ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni sostenute dal WWF Italia e ha ordinato al Ministero dell’Ambiente di concludere entro termini precisi il procedimento relativo al Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. Dopo oltre vent’anni di attesa e anni di attività istruttoria, il Tribunale ha affermato un principio semplice ma fondamentale: non si può rinviare all’infinito una decisione prevista dalla legge. Questa pronuncia rappresenta un importante passo avanti per la tutela del territorio e dell’ambiente costiero abruzzese. Adesso attendiamo che le amministrazioni competenti diano piena e tempestiva esecuzione a quanto disposto dal TAR”.

I risvolti futuri della decisione si preannunciano immediati e stringenti sia sul piano amministrativo che su quello degli enti locali coinvolti nella gestione del territorio. L’azione del WWF non si esaurirà infatti con il deposito della sentenza, ma proseguirà nei prossimi giorni con l’avvio formale degli atti di diffida volti a congelare qualsiasi intervento edilizio o concessorio che possa compromettere l’integrità dei luoghi nelle more dell’istituzione definitiva dell’ente parco.

“Si tratta – ha aggiunto il presidente del WWF Italia Luciano Di Tizio – di una decisione particolarmente significativa perché afferma che il procedimento non può essere ulteriormente rinviato e che le Amministrazioni competenti hanno il dovere di assumere le determinazioni previste dalla legge. Nei prossimi giorni, dopo la notifica della sentenza, predisporremo una diffida indirizzata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Regione Abruzzo e ai Sindaci dei Comuni interessati, con richiesta di sospendere il rilascio e l’efficacia di autorizzazioni, concessioni e titoli abilitativi incompatibili con le finalità di tutela dell’istituendo Parco, richiamando i principi e gli effetti derivanti dagli articoli 6 e 12 della legge n. 394/1991 e dalla stessa pronuncia del TAR”.

La palla passa ora agli uffici ministeriali e agli enti locali abruzzesi, che dovranno recepire i contenuti della sentenza per evitare il commissariamento della procedura al termine del trimestre concesso dai magistrati pescaresi.

L'autore

Carmine Perantuono
Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.