Pineto, i profughi ucraini scrivono al Governo: «Fermate il trasferimento di 350 persone».

La protesta della comunità ucraina ospitata a Pineto arriva fino ai palazzi del Governo

Decine di profughi hanno sottoscritto un esposto inviato alle istituzioni nazionali e all’Ambasciata ucraina per chiedere l’immediato stop al trasferimento di circa 350 persone verso nuove strutture di accoglienza individuate nell’ambito del cambio di gestione disposto dalla Prefettura di Teramo. Tra i firmatari ci sono madri con figli minori, anziani e persone con disabilità che denunciano il rischio di vedere interrotti percorsi di integrazione costruiti in oltre due anni di permanenza sul territorio. Al centro delle preoccupazioni ci sono soprattutto la continuità scolastica dei ragazzi, i rapporti lavorativi avviati da molti adulti e l’accesso ai servizi socio-sanitari per i soggetti più fragili. Nell’esposto vengono contestate le caratteristiche delle nuove sistemazioni predisposte dal nuovo gestore dell’accoglienza. Secondo i profughi, gli alloggi sarebbero inadeguati ad accogliere nuclei familiari e persone con particolari esigenze assistenziali.

La situazione sarebbe particolarmente delicata per i minori già inseriti nelle scuole del territorio. Diverse famiglie, infatti, segnalano trasferimenti che comporterebbero l’allontanamento dagli istituti frequentati negli ultimi anni e la perdita di punti di riferimento costruiti dopo la fuga dalla guerra. A seguire il caso è l’avvocato Monica Passamonti, che assiste numerosi cittadini ucraini coinvolti nella vicenda. La legale parla di una gestione che rischia di compromettere il percorso di accoglienza avviato fin dall’inizio del conflitto.

«Molti minori sono perfettamente integrati nel tessuto scolastico di Pineto e alcune famiglie che vivevano in appartamenti sono state trasferite in camere d’albergo o in strutture situate in altri comuni», spiega Passamonti. «Le immagini che ci arrivano mostrano soluzioni abitative che, a nostro avviso, non garantiscono condizioni adeguate soprattutto per disabili, anziani e famiglie con bambini».

Tra gli episodi segnalati dalla legale figura anche quello di un cittadino ucraino sordomuto, la cui vicenda ha alimentato ulteriori tensioni nelle ultime ore. Secondo la Passamonti, una prima ricostruzione che lo indicava come responsabile di un’aggressione sarebbe stata successivamente smentita da una dichiarazione tramite messaggio dello stesso interessato, dalla quale emergerebbe una versione diversa dei fatti.

Nel mirino sono finite anche le modalità con cui sarebbe stato comunicato il trasferimento. Secondo quanto riferito dalle famiglie assistite dall’avvocato, agli ospiti sarebbe stato chiesto di accettare il cambio di struttura entro 48 ore, con la prospettiva, in caso contrario, di uscire dal programma di accoglienza.

Per questo i firmatari dell’esposto chiedono un intervento diretto del Governo e un’ispezione ministeriale sulle nuove strutture, ritenute non adeguate alle necessità degli ospiti. L’obiettivo è sospendere i trasferimenti e aprire una verifica sulle condizioni abitative offerte alle famiglie. Una richiesta che arriva da persone già segnate dalla guerra e che oggi temono di perdere quella stabilità conquistata faticosamente nel territorio che le ha accolte.