Lanciano: salta il tavolo al Mimit sulla cessione Pierburg. Sindacati proclamano 2 ore di sciopero per venerdì 26 giugno. Chiesto l’intervento del Governo
A Lanciano, nello stabilimento della Pierburg (gruppo Rheinmetall), le organizzazioni sindacali hanno proclamato 2 ore di sciopero per la giornata di venerdì 26 giugno a seguito del rinvio del tavolo istituzionale inizialmente convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). La mobilitazione dei lavoratori, indetta dai rappresentanti di FIOM CGIL e FIM CISL, interesserà le ultime due ore di ciascun turno lavorativo, come misura di protesta per sollecitare garanzie concrete sul futuro occupazionale e industriale del sito produttivo abruzzese e di quello speculare di Livorno.
L’incontro ministeriale, fissato per la giornata del 23 giugno, avrebbe dovuto esaminare nel dettaglio il delicato processo di cessione dei due stabilimenti. Da quanto si apprende dalle sigle sindacali, il vertice è stato rinviato per la necessità di svolgere ulteriori approfondimenti ancora in corso e giungere al tavolo romano con un quadro più delineato. Tuttavia, i rappresentanti dei lavoratori Andrea De Lutis (FIOM CGIL) e Primiano Biscotti (FIM CISL), unitamente alle RSU Pierburg, hanno evidenziato che l’azienda continua a non assumere impegni chiari e vincolanti in merito agli investimenti e al piano industriale necessari per i territori coinvolti.
La preoccupazione tra la forza lavoro rimane elevata. I sindacati ribadiscono che non sono più sufficienti rassicurazioni generiche o dichiarazioni di principio, ma occorrono atti scritti e verificabili per tutelare i livelli occupazionali e lo sviluppo industriale delle fabbriche. La mobilitazione sindacale è finalizzata a mantenere alta l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulla vertenza, tutelando la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
In merito agli scenari futuri, le sigle territoriali hanno confermato che lo stato di agitazione e la mobilitazione proseguiranno ad oltranza fino all’ottenimento di tutele reali. Contestualmente, i sindacati hanno chiesto formali garanzie al Governo affinché conduca il confronto con maggiore determinazione e pretenda da Rheinmetall, e da tutti i soggetti societari coinvolti nell’operazione di cessione, il pieno rispetto delle responsabilità industriali nei confronti del sistema produttivo nazionale e dei lavoratori.
