Lo stabilimento Pierburg di Lanciano domani si fermerà dalle 10 alle 12 per lo sciopero indetto da Fiom-Cgil e Fim-Cisl
Domani dalle 10 alle 12 si terrà un presidio davanti allo stabilimento Pierburg per sollecitare un intervento immediato del Governo. Con questa protesta i sindacati intendono lanciare l’allarme sulla possibile cessione degli stabilimenti produttivi di Lanciano e Livorno.
Secondo Fiom-Cgil e Fim-Cisl il gruppo tedesco Rheinmetall, cui fa capo la Pierburg, starebbe procedendo “in maniera autonoma e unilaterale” alla vendita dei siti produttivi italiani. Questo starebbe avvenendo senza il coinvolgimento dei ministeri interessati, Imprese e Made in Italy, e trascurando completamente gli impegni assunti al tavolo istituzionale sulla vertenza.
I due sindacati chiedono di “garantire ai lavoratori italiani le stesse tutele occupazionali previste in Germania e anche di vincolare le commesse pubbliche affidate a Rheinmetall al rispetto degli impegni assunti in sede istituzionale”.
Un altro punto fondamentale alla base della decisione di astenersi dal lavoro riguarda l’erogazione di risorse pubbliche, che secondo i sindacati non dovrebbero essere concesse alle aziende che delocalizzano la produzione, o che vendono il proprio sito bypassando tanto i sindacati che le istituzioni.
«Disattendere un tavolo istituzionale convocato dal Governo significa calpestare le istituzioni, le lavoratrici e i lavoratori e le loro rappresentanze» afferma la Fiom in una nota, sottolineando anche che Rheinmetall non è un’azienda in crisi, ma “un colosso della difesa che genera miliardi di euro di utili” anche grazie a commesse pubbliche finanziate dallo Stato italiano.
I sindacati contestano la ventilata cessione degli stabilimenti a un fondo che, stando alle organizzazioni sindacali tedesche, avrebbe carattere speculativo.
Lo sciopero del 4 giugno è articolato in due modi: il primo turno e il personale giornaliero si asterranno dal lavoro per due ore, dalle 10 alle 12, con presidio e assemblea davanti allo stabilimento. Per i turni successivi lo sciopero si svolgerà nelle ultime due ore di lavoro.
La Fiom chiede al governo di convocare con urgenza Rheinmetall al tavolo del Mimit con un rappresentante dotato di pieni poteri negoziali e di bloccare qualsiasi procedura di vendita prima del confronto istituzionale.
