Il movimento Pettinari per l’Abruzzo torna a denunciare degrado, insicurezza e abbandono in via Fosso Cavone, nel Comune di Pescara
Il presidente del movimento, Domenico Pettinari, insieme ai Consiglieri comunali Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea, ha formalizzato un’interrogazione consiliare urgente per portare la problematica all’attenzione del sindaco e dell’intera amministrazione.
La dettagliata nota del movimento Pettinari per l’Abruzzo:
«Una strada nata per i residenti, trasformata in arteria industriale. Via Fosso Cavone nasce circa cinquant’anni fa come strada secondaria, una semplice “bracciata” pensata per garantire l’accesso alle abitazioni della zona. Non è mai stata progettata né strutturata per sostenere traffici intensivi o il passaggio continuo di mezzi pesanti, funzione che invece dovrebbe essere svolta da arterie principali come Via Tirino. Eppure, negli anni, si è assistito a una trasformazione progressiva e silenziosa della destinazione d’uso di questa strada: prima con il passaggio sporadico di mezzi aziendali, poi con un incremento sempre più marcato, fino ad arrivare alla situazione odierna, in cui Via Fosso Cavone è di fatto utilizzata come corridoio logistico per attività industriali e commerciali.
Traffico pesante fuori controllo e sicurezza compromessa. Secondo le segnalazioni raccolte e verificate sul posto, lungo la via transitano quotidianamente almeno 50/60 mezzi pesanti, tra TIR con e senza rimorchio, autobotti, autobus e veicoli con carichi eccezionali. Un flusso continuo e incessante che ha completamente snaturato la funzione della strada e messo a dura prova la sua già fragile struttura. Non si tratta più di episodi isolati, ma di un vero e proprio sistema fuori controllo – dichiarano Pettinari e i consiglieri D’Andrea e Di Pillo –. La strada è diventata pericolosa a qualsiasi ora del giorno e della notte, con mezzi di grandi dimensioni che transitano spesso a velocità sostenuta, senza adeguati controlli e in totale assenza di misure di sicurezza efficaci. Il limite di velocità fissato a 30 km/h viene sistematicamente ignorato, mentre risultano praticamente inesistenti attività di vigilanza e sanzione. Questo scenario aumenta in modo esponenziale il rischio di incidenti, in un contesto già segnato da un tragico precedente: la morte di una giovane in scooter, evento che in passato aveva portato all’introduzione di alcune limitazioni oggi di fatto disattese.
Una strada al collasso strutturale. Le condizioni del manto stradale sono oggi drammatiche. Via Fosso Cavone presenta voragini, avvallamenti profondi, cedimenti diffusi e persino la fuoriuscita di tubazioni e cavi. Una situazione che non solo rende difficoltosa la circolazione, ma rappresenta un pericolo concreto e immediato per automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di forte criticità: le continue vibrazioni generate dal passaggio dei mezzi pesanti, che inciderebbero negativamente sulla stabilità degli edifici circostanti. Diversi residenti segnalano la comparsa di crepe nei muri e fenomeni di instabilità che destano grande preoccupazione. Qui non si parla solo di disagio – sottolineano gli esponenti politici – ma di possibili danni strutturali alle abitazioni e di un rischio concreto per l’incolumità delle persone.
Un nodo viario pericoloso e inadeguato. Particolarmente critica è l’intersezione tra Via Tirino e Via Fosso Cavone, un punto nevralgico della viabilità locale che risulta completamente privo di adeguate infrastrutture di sicurezza, come uno spartitraffico o sistemi di regolazione efficaci. L’elevata velocità dei mezzi in transito su Via Tirino, unita all’immissione dei mezzi pesanti da Via Fosso Cavone, genera una situazione di costante pericolo, con manovre azzardate e visibilità ridotta. Inoltre, l’assetto complessivo della viabilità risulta strutturalmente carente: Via Tirino rappresenta di fatto l’unico accesso per i mezzi pesanti, mentre Via Po non è idonea al transito di veicoli di grandi dimensioni. Questo crea un collo di bottiglia che aggrava ulteriormente la congestione e i rischi.
Emergenze e soccorsi: un rischio sottovalutato. Un aspetto particolarmente allarmante riguarda la gestione delle emergenze. In caso di incendi, calamità naturali o situazioni critiche, le condizioni della strada e l’intenso traffico potrebbero ostacolare gravemente l’accesso dei mezzi di soccorso e compromettere le vie di fuga per i residenti. È una situazione che espone l’intera area a rischi gravissimi – evidenziano Pettinari e i consiglieri –. Non si può aspettare che accada qualcosa di irreparabile prima di intervenire.
Degrado ambientale e dubbi sulla regolarità urbanistica. Oltre ai problemi legati alla viabilità, Via Fosso Cavone è interessata anche da un evidente degrado ambientale. Lungo la strada è presente una area con materiale di vario genere, tra cui vetri, infissi, mobili ed elettrodomestici, con potenziali rischi igienico-sanitari e ambientali. Non meno preoccupanti sono i dubbi relativi all’ urbanistica di alcune attività presenti nella zona, in particolare i depositi, anche quelli situati sotto il ponte dell’asse attrezzato. Chiediamo chiarezza – dichiarano gli esponenti del movimento –. È necessario verificare se tutte le attività siano in possesso delle autorizzazioni previste e se rispettino le normative vigenti in materia urbanistica e di sicurezza».
Il movimento Pettinari per l’Abruzzo inoltra alcune richieste all’amministrazione comunale attraverso un’interrogazione urgente incentrata sulle seguenti questioni:
- verifica delle autorizzazioni anche di conformità urbanistica delle attività commerciali e industriali presenti;
- introduzione di limitazioni effettive al traffico pesante, anche attraverso fasce orarie ristrette;
- realizzazione di uno spartitraffico e messa in sicurezza dell’incrocio con Via Tirino;
- rifacimento urgente del manto stradale e risoluzione delle criticità strutturali;
- progettazione di una viabilità alternativa adeguata;
- bonifica immediata della discarica;
- intensificazione dei controlli sul rispetto dei limiti di velocità.
Particolare attenzione viene richiesta anche per eventuali interventi di rialzo del piano stradale, che dovranno necessariamente tenere conto delle quote delle abitazioni esistenti, al fine di evitare danni alle proprietà private.
«Basta immobilismo: servono soluzioni immediate. È inaccettabile che una situazione così grave venga tollerata da anni senza interventi risolutivi – concludono Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea –. I cittadini di Via Fosso Cavone meritano rispetto, sicurezza e una qualità della vita dignitosa. Non si può continuare a ignorare un problema che riguarda la sicurezza pubblica e il corretto sviluppo urbanistico del territorio. Non faremo un passo indietro finché Via Fosso Cavone non tornerà ad essere una strada sicura e vivibile per tutti i cittadini».
