A Pescara, in via Aterno, in un’area sottratta alla criminalità, lavori fermi al micronido comunale. Presutti presenta interrogazione
Il consigliere comunale del Partito Democratico Marco Presutti annuncia il deposito di una dettagliata e urgente interrogazione ispettiva a risposta scritta indirizzata al sindaco di Pescara Carlo Masci.
«Oggi, a metà giugno 2026, quel cantiere è un deserto materiale, paralizzato da ben otto mesi a causa di un cortocircuito di pianificazione sconcertante: la Giunta Masci ha approvato in linea esecutiva un progetto senza accorgersi che sul fabbricato da abbattere correva una linea elettrica a bassa tensione attiva dell’Enel. Il Comune ha erogato oltre 93 mila euro di fondi pubblici a titolo di anticipazione all’impresa a settembre 2025, e appena quattro settimane dopo le ruspe si sono dovute fermare. L’impresa affidataria si trova ora in un limbo operativo forzato, ostaggio di un’inaccettabile balbuzie gestionale delle strutture comunali in cui regna l’incertezza assoluta su chi debba dare indicazioni operative all’esecutore».
La storia dell’opera — inserita nel piano di rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, per un investimento complessivo di 615.000,00 euro — presenta problemi già in fase di programmazione, secondo quanto raccontato da Presutti:
«Il Comune aveva inizialmente candidato al finanziamento il sito di via Stradonetto 166, scoprendo solo a stanziamento ottenuto che l’area risultava del tutto incompatibile con una struttura scolastica a causa dei vincoli di inedificabilità assoluta prescritti dal nuovo Piano di Rischio Aeroportuale. Per non perdere i fondi, nel maggio 2023 la Giunta ha approvato un’inversione d’urgenza dei lotti, dirottando il micronido sul terreno di via Aterno 208. Un lotto complesso, sul quale gravavano vincoli archeologici e, soprattutto, la vicinanza strutturale di impianti di rete elettrica attiva».
Nonostante l’affidamento di incarichi esterni di progettazione, rilievi topografici e carotaggi geologici diagnostici nel sottosuolo per decine di migliaia di euro, secondo Presutti la macchina dei controlli dell’Amministrazione ha totalmente mancato la verifica dello stato di fatto.
«Nel luglio 2024 gli uffici hanno validato il progetto esecutivo definendolo perfettamente cantierizzabile. Su questo presupposto, la Giunta ha approvato l’opera e appaltato i lavori alla società Etica S.r.l. per un importo contrattuale netto di € 381.920,27. La consegna formale delle aree è avvenuta il 23 giugno 2025. Il 23 settembre 2025, il Comune ha liquidato formalmente nelle casse dell’impresa la somma di € 93.188,54 a titolo di anticipazione contrattuale del 20%. Ma l’attività sul campo è durata pochissimo: appena avviate le operazioni di demolizione affidate alla ditta subappaltatrice Di Giampietro Group S.r.l., i mezzi meccanici sono stati costretti a spegnere i motori di fronte alla presenza fisica della linea aerea Enel in bassa tensione tesa sopra il fabbricato fatiscente da abbattere.
I documenti contabili dell’Ente svelano l’inseguimento tardivo e confuso del problema: solo il 27 ottobre 2025 il RUP ha inoltrato a E-Distribuzione S.p.A. una formale richiesta di spostamento dei cavi. A dicembre 2025 il Comune ha dovuto rimodulare d’urgenza il proprio quadro economico per pagare il preventivo dell’Enel di € 4.670,60, e contemporaneamente ha affidato l’incarico a un collaudatore statico esterno per verificare le future opere in cemento armato di un asilo di cui non è possibile scavare nemmeno le fondamenta».
Da quel momento sono trascorsi otto mesi, il cantiere è deserto e si profila il rischio di un contenzioso contabile poiché, superati i sei mesi di sospensione, l’impresa ha il pieno diritto di richiedere la risoluzione del rapporto o la rifusione dei maggiori oneri economici derivanti dal prolungamento dello stallo.
«Il Comune rischia così non solo di veder revocato il finanziamento statale FSC per il mancato rispetto dei termini ministeriali, ma si troverà nell’oggettiva impossibilità di escutere le polizze assicurative, ricadendo la colpa della mancata cantierabilità unicamente sulle carenze dell’amministrazione».
Nell’interrogazione urgente depositata oggi, Marco Presutti chiede alla Giunta Masci di chiarire come sia stato possibile approvare un esecutivo privo della preventiva risoluzione delle interferenze di rete, quale sia lo stato reale dei lavori Enel a sei mesi dal saldo del preventivo e se corrisponda al vero che l’impresa si trovi nell’impossibilità di operare a causa di un cortocircuito comunicativo degli uffici per cui risulterebbe incerto chi debba impartire le direttive all’esecutore. Presutti chiede inoltre di sapere se siano state attivate le dovute comunicazioni all’ANAC per il superamento dei sei mesi di fermo contrattuale e quali azioni formali di contestazione e rivalsa la Giunta intenda promuovere nei confronti dei professionisti esterni che hanno validato un’opera non cantierizzabile.
«Il recupero dei beni confiscati alla criminalità è una priorità etica oltre che urbanistica — conclude Presutti —. Ma gestire i finanziamenti pubblici con questa approssimazione, consentendo che la costruzione di un asilo nido venga congelata da un filo della luce per otto mesi, configura una responsabilità politica amministrativa enorme. La Giunta Masci esca dalla sua cronica balbuzie esecutiva e riferisca immediatamente in Aula: i cittadini pescaresi hanno il diritto di sapere perché un’opera strategica per il welfare e per le famiglie della nostra città si sia trasformata nell’ennesima incompiuta di via Aterno».
