Liste di attesa, il Circolo PD Giuseppe Di Vittorio di Pescara denuncia anomalie nei dati pubblicati: «Serve chiarezza dalla Regione»
Le liste di attesa continuano a rappresentare una delle principali criticità del sistema sanitario regionale e nazionale. Un tema centrale non solo per la qualità dell’assistenza ai cittadini, ma anche per la trasparenza e la capacità di monitoraggio delle attività sanitarie.
Il comunicato della Commissione Sanità del Circolo PD “Giuseppe Di Vittorio” di Pescara:
«Come Circolo PD Giuseppe Di Vittorio di Pescara torniamo a denunciare le gravi anomalie riscontrate nella pubblicazione dei dati regionali relativi alle liste di monitoraggio ex post e chiediamo alla Regione Abruzzo di fare immediatamente chiarezza. Nel 2019 il sistema di rilevazione era stato riorganizzato attraverso un monitoraggio comprendente 14 attività specialistiche in prima visita e 55 attività diagnostiche, pari a circa il 40% delle attività ambulatoriali complessive. Dal 2012, inoltre, la Regione Abruzzo pubblica con regolarità mensile i dati delle liste di attesa per ciascuna ASL.
Negli ultimi mesi, però, il quadro è profondamente cambiato. Già nella primavera del 2025 avevamo segnalato una consistente riduzione quantitativa delle prestazioni riportate nei dati regionali, con un calo particolarmente evidente nella ASL di Pescara. Una situazione che, invece di essere chiarita, appare ulteriormente peggiorata nel corso del 2025 e nei primi mesi del 2026. L’ultima elaborazione sul primo trimestre 2026 evidenzia infatti dati allarmanti.
L’analisi si concentra sulle ASL di Pescara e Teramo, poiché i dati della ASL di Chieti non risultano pubblicati da settembre 2025 e quelli della ASL dell’Aquila sono assenti da gennaio 2026. Nel confronto annuale tra 2025 e 2024, la ASL di Pescara passa da 149.476 a 88.668 prestazioni monitorate, con una riduzione di 60.808 prestazioni pari al -40,68%. Ancora più marcato il dato relativo al periodo gennaio-marzo: nel confronto tra il 2026 e il 2024 la ASL di Pescara registra un crollo da 40.994 a 16.234 prestazioni, pari a -24.760 e cioè -60,40%. Di segno opposto i dati della ASL di Teramo, sostanzialmente stabili: -0,15% nel confronto annuale e addirittura +2,07% nel periodo gennaio-marzo.
Di fronte a scostamenti così enormi, riteniamo necessario chiedere con forza alla Regione Abruzzo e alla ASL di Pescara alcuni chiarimenti fondamentali: i dati pubblicati sono completi? Le prestazioni monitorate sono state tutte inserite correttamente? Vi sono stati cambiamenti nei criteri di rilevazione o nella trasmissione dei dati? Parliamo di numeri troppo rilevanti per essere liquidati come semplici oscillazioni statistiche. La trasparenza sui dati delle liste di attesa è indispensabile per comprendere lo stato reale della sanità pubblica e per garantire ai cittadini il diritto a informazioni corrette e verificabili. Continueremo a monitorare la situazione e a chiedere chiarezza, perché senza dati completi e affidabili diventa impossibile valutare l’efficacia delle politiche sanitarie regionali e affrontare seriamente il problema delle liste di attesa».