“Nessun pericolo per la popolazione”, tende a rassicurare il direttore dell’U.O.C. Malattie infettive dell’ospedale di Pescara sull’Hantavirus
Non è un nuovo Covid, tiene a precisare con forza l’infettivologo Giustino Parruti, l’Hantavirus che tanto sta facendo discutere per il focolaio identificato a bordo della nave da crociera olandese MV Hondius che ha causato alcuni contagi e tre decessi. La nave, salpata il 1° aprile scorso da Ushuaia (Argentina), è stata al centro di una complessa operazione sanitaria. Secondo le prime ricostruzioni degli esperti di Focus.it, il “paziente zero” avrebbe contratto il virus inalando polvere contaminata da escrementi di roditori infetti in una discarica in Argentina.
Alle nostre latitudini, però, il pericolo è quasi zero e il contagio da persona a persona è anch’esso raro. Inoltre si è preparati a questo tipo di evento. Insomma le precauzioni da prendere sono sempre le stesse ma preziose, mascherine in luoghi chiusi nel caso di ambienti a rischio e lavarsi le mani, un atto imprescindibile.
C’è, inoltre, una circolare del Ministero della Salute: “Pur confermando che il rischio da Hantavirus per la popolazione generale dell’UE/SEE rimane molto basso, si ritiene opportuno mantenere un approccio di massima cautela e rafforzare le attività di sorveglianza sanitaria, con particolare attenzione all’identificazione precoce di eventuali casi sospetti e all’adozione tempestiva delle misure di contenimento previste per i casi confermati”. Tale impostazione “appare necessaria in considerazione della possibilità, seppur limitata, di trasmissione interumana in ambito comunitario”.
Ma il professor Parruti ci spiega qual è la situazione e sostiene che la differenza con il Covid è abissale.