Dopo quasi 400 anni, L’Aquila riabbraccia la Visitazione di Raffaello che da domani si potrà ammirare all’interno del Museo nazionale d’Abruzzo, grazie a un prestito internazionale di tre mesi, progetto per L’Aquila capitale della cultura
L’opera di Raffaello Sanzio fu scippata durante la dominazione spagnola. Questa mattina gli storici dell’arte Tom Henry e Federica Zalabra, Direttrice del MuNDA, hanno presentano alla stampa “La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo”.
E domani le porte si aprono per il pubblico con due sale dedicate che saranno integrate nel percorso permanente.
La Visitazione è stata nel museo del Prado di Madrid tra settemila opere. Fu dipinta nei primi anni del 500, ma quella Visitazione nacque all’Aquila e per L’Aquila, commissionata da Giovanni Battista Branconio, aquilano, orafo, cameriere segreto di papa Leone X. Un quadro per omaggiare la madre che racconta l’incontro tra Santa Elisabetta e la Madonna incinta. Giovanni Battista e Raffaello erano amici, anche vicini di casa a Roma. Il quadro fu destinato alla chiesa di San Silvestro. E lì rimase fino 1655, quando Filippo IV di Spagna, lo fece suo.
Nel 2010, dopo il sisma del 2009, la città ci provò a riaverlo ma senza risultati. L’opera questa volta è tornata e non da sola, dialoga con Pontormo, in un allestimento curato che la inserisce nel cuore del MuNDA, come una tessera che si incastra dopo secoli.
E seppur per tre mesi soltanto, è un momento comunque indimenticabile.
