I lavoratori dello stabilimento Pierburg di Lanciano, appartenente al gruppo Rheinmetall, hanno incrociato le braccia per due ore per protestare contro l’assenza di garanzie sul futuro occupazionale dei dipendenti e dello stesso sito produttivo
Lo sciopero, proclamato da FIOM CGIL e FIM CISL, ha interessato le ultime due ore di ogni turno di lavoro ed è stato indetto per chiedere garanzie concrete sul futuro occupazionale e industriale degli stabilimenti di Lanciano e Livorno, coinvolti nel processo di cessione.
L’incontro ministeriale, fissato nei giorni scorsi, era stato rinviato per consentire ulteriori approfondimenti sulla trattativa. Una decisione ha alimentato le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali, secondo cui l’azienda ha continuato a non assumere impegni chiari e vincolanti sugli investimenti e sul piano industriale.
I segretari territoriali Andrea De Lutis (FIOM CGIL) e Primiano Biscotti (FIM CISL), insieme alle Rsu dello stabilimento, hanno sottolineato che non bastano più rassicurazioni verbali, ma servono atti concreti e verificabili per garantire la tutela dell’occupazione e il rilancio produttivo del sito abruzzese.
Con la mobilitazione di oggi, i sindacati hanno voluto mantenere alta l’attenzione sulla vertenza e ribadito che lo stato di agitazione proseguirà fino all’arrivo di risposte certe. Contestualmente è stato chiesto al Governo di seguire con maggiore determinazione il confronto con Rheinmetall e con tutti i soggetti coinvolti nella cessione, affinché vengano assicurate precise responsabilità industriali e il futuro dei lavoratori.
