L’Aquila: il teatro San Filippo torna alla città

L’Aquila: grande cerimonia per la riapertura del teatro San Filippo con il ministro Alessandro Giuli, Caterina Caselli e Giuliano Sangiorgi

Le note di Domani, la canzone degli artisti Uniti per l’Abruzzo realizzata dopo il terremoto, hanno accompagnato la cerimonia, non una semplice inaugurazione, ma un ritorno alla bellezza.

Sul palco, con il ministro Alessandro Giuli, il sindaco di L’Aquila Pierluigi Biondi e Alessandro Tortorella, prefetto del Fondo edifici di culto. Sono intervenuti anche Caterina Caselli e Giuliano Sangiorgi, mentre Jovanotti ha partecipato in collegamento da remoto.

«È una giornata emozionante per me – ha detto il sindaco – abbiamo avuto a lungo il sogno di riaprire questo luogo che non è stato solo di cultura, ma anche di innovazione e sperimentazione creativa, di comunità e formazione. Grazie al teatro stabile e al teatro dell’Uovo qui sono passate intere generazioni. È una restituzione di luoghi di socialità. L’auspicio è che a questa giornata ne seguano altre, e penso al teatro comunale. Le donne e gli uomini dei Vigili del Fuoco e gli uomini e le donne della cultura hanno salvato la storia di questa città».

Alessandro Tortorella, del Fondo edifici di culto, ha parlato del teatro San Filippo, definito un unicum perché di loro proprietà.

«A 17 anni dal terremoto – ha detto – da giovane dirigente arrivai qui, dormivo alla Dicomac, quindi è un’emozione particolare per me essere qui, siamo fieri di essere la proprietà, ma in realtà è la città che è la reale proprietà di questo contenitore di cultura».

Le parole del ministro della cultura Alessandro Giuli:

«Basta guardare gli occhi del sindaco per vedere cosa rappresenta per L’Aquila. Vedo l’orgoglio della riappropriazione di un luogo così importante. L’Aquila nasce come capitale della cultura, poi lo è diventata davvero, ma era già così. Per me L’Aquila è la seconda città, dopo l’esperienza con il Maxxi. Questo anno speciale è la consacrazione di uno stato di fatto in uno stato di diritto. L’Aquila è al centro di una civiltà appenninica di cui è fieramente interprete, la città ha una forza magnetica attrattiva e chiunque abbia potuto lavorare qui immediatamente cerca di diventare aquilano. Chiunque entra in un posto del genere dice che meraviglia che è il cuore dell’identità del barocco.

L’Ecce Homo di Antonello da Messina, opera straordinaria, arriverà all’Aquila a maggio in un viaggio straordinario in Italia. Il modello aquilano sarà portato in altri luoghi e diventerà un punto di riferimento e storico, morale e spirituale».

In collegamento anche Jovanotti che, con Giuliano Sangiorgi e Caterina Caselli, è stato l’ideatore della canzone Domani.

«Finalmente – ha detto – siamo qui ad inaugurare di nuovo questo teatro, il teatro di una città è un luogo fondamentale che non può mancare perché una città sia una città, il teatro è un luogo sacro per me, è un luogo di cura. Il teatro è un luogo centrale per la comunità».

E poi spazio a Domani, che per gli aquilani non è solo il titolo della canzone realizzata dagli artisti Uniti per l’Abruzzo.

Giuliano Sangiorgi e Caterina Caselli hanno spiegato il progetto.

La Caselli ha raccontato che era il lunedì di Pasqua del 2009, Sangiorgi era con Jovanotti e la chiamarono per mandarle un testo.

«C’era urgenza di agire, Mauro Pagani sottopose un brano che noi accettammo, cominciammo a chiamare gli artisti, nessun compenso, solo una domanda: ci stai? E tutti dissero di sì. In tre giorni registrammo le voci di tutti, ben 56 voci e 56 storie con un’unica canzone. L’impossibile è diventato realtà. In meno di un mese il cd fu pronto, tutti i diritti devoluti a L’Aquila. Oggi, dopo 17 anni, il teatro è stato restituito e ridato alla sua dignità. Quando rivedo quel video mi commuovo ancora, vedere gli artisti che arrivano tutti insieme, dovevamo essere lì per una buona causa. Per noi, ha aggiunto Sangiorgi, la cosa più importante è la voce e l’anima di ciò che abbiamo costruito insieme».

Jovanotti ha ripreso la parola tornando sul progetto di Domani, nato in Puglia con Giuliano Sangiorgi.

«Ci siamo detti: – ha spiegato – dobbiamo fare qualcosa. Ci siamo sentiti coinvolti in un paese solidale che non lascia indietro nessuno. Quando vedo il video mi commuovo, mi vengono i brividi».

Sangiorgi ha invitato ufficialmente Jovanotti al teatro:

«Dobbiamo fare chitarra e voce qui, una cosa a due. Invito i giovani a guardare questo video che è un monito alla solidarietà. La musica non deve essere sempre la prima chiamata in causa, e dico al ministro: aiutateci anche a far sì che non sia sempre la musica ad entrare in scena, noi vorremmo aiutare l’anima. Noi curiamo l’anima, ma va sostenuta dalle istituzioni».

A chiudere dalla platea è stata Maria Cristina Giambruno, anima dell’Uovo teatro stabile di innovazione:

«Volevo spendere due parole per l’Uovo, che ha costruito il teatro perché prima era una ex chiesa. Ci siamo inventati di fare un teatro dentro la chiesa e fino al 2009 questa è stata la nostra casa. Speriamo di poterlo fare ancora».