Dal 2027 via libera ai centri commerciali in Abruzzo. Giorni contati per il divieto di rilascio di autorizzazioni per le strutture di vendita di grandi dimensioni fino al 2030
L’Abruzzo dovrebbe adeguarsi al parere del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e qualora non lo facesse il caso rischierebbe di finire dinanzi alla Corte costituzionale.
Un caso che però, pure in Regione, rischia di innescare l’ennesimo scontro tra maggioranza e opposizione. Per il Governo il blocco delle licenze fino al 2030 determina una compressione della libertà di iniziativa. Quindi per il Governo un articolo della legge regionale solleva dubbi di legittimità.
Il presidente Marco Marsilio ha già scritto in realtà alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per comunicare che l’articolo sarà modificato. E di questa legge si è parlato in commissione oggi con l’audizione di alcune associazioni di categoria. Non c’era l’assessore Magnacca che ha delegato. Per il capogruppo di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia l’Abruzzo si metterà a posto.
A chiedere la moratoria era stato il consigliere del Pd Antonio Blasioli già lo scorso anno.
Sul piatto la predisposizione del piano regionale di programmazione della rete distributiva del commercio ma il piano ancora non c’è di fatto. E proprio su questo punto le opposizioni insistono, è il momento di farlo questo piano.
Lo stop ai centri commerciali era stato introdotto per salvaguardare i piccoli negozi. Il 2024, ad esempio, è stato un anno nero, più di 1100 chiusure con solo 488 aperture.