Su segnalazione della ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti, il sindaco di Lanciano vieta il consumo di acqua in contrada Torre Sansone
Non solo le ormai consuete chiusure programmate (vedi più in basso), nella provincia teatina oggi c’è un’altra emergenza: l’acqua che esce dai rubinetti in contrada Torre Sansone non è potabile.
Quindi ne è stato proibito il consumo in tutta la zona. Il provvedimento si è reso necessario dopo che gli esami analitici effettuati ieri dall’Arpa Abruzzo su un campione d’acqua, prelevato il 6 luglio, avevano evidenziato la non conformità agli standard di qualità per la presenza di inquinamento batteriologico.
Pertanto l’ordinanza del sindaco Filippo Paolini dispone, con decorrenza immediata e fino a nuova revoca, il divieto temporaneo di utilizzo dell’acqua erogata dalla rete idrica pubblica per uso potabile e alimentare in tutte le zone e utenze alimentate dal punto di prelievo F.P. Torre Sansone, in particolare nelle aree vicine alla chiesa della contrada.
Nello specifico, l’acqua non può essere impiegata per:
• il consumo diretto, ovvero per bere;
• l’incorporazione e la preparazione di alimenti e bevande;
• il lavaggio e la cottura dei cibi;
• l’igiene orale.
L’erogazione idrica resta invece utilizzabile esclusivamente per le attività di pulizia e igiene della casa, nonché per il funzionamento degli impianti tecnologici.
Alla società SASI S.p.A., gestore del servizio idrico, è stato ordinato di individuare tempestivamente le cause della contaminazione, di attuare le necessarie misure correttive e di predisporre servizi alternativi di fornitura equivalenti di acqua potabile (come l’ausilio di autobotti) a favore della cittadinanza interessata dal disservizio.
La revoca delle restrizioni avverrà soltanto dopo il riscontro di esiti analitici favorevoli sui successivi campionamenti di controllo che saranno eseguiti dalla ASL 2 in collaborazione con l’Arpa Abruzzo.
Quanto alle chiusure settimanali programmate, la Sasi non esclude cambiamenti favorevoli ai cittadini, come la riduzione dei comuni interessati e delle ore di sospensione del servizio, che al momento però restano.
La scorsa settimana erano 26 i Comuni (sono 87 i Comuni della Provincia di Chieti gestiti dalla Sasi) sottoposti al provvedimento di sospensione della risorsa idrica, mentre dal 6 al 13 luglio sono diventati 30. Questo ha inevitabilmente creato preoccupazione nei cittadini, soprattutto nelle persone che risiedono in località che da tempo soffrono la mancanza d’acqua.
Il calendario relativo alle chiusure viene elaborato e stilato dopo la verifica della disponibilità della risorsa idrica, delle perdite e dei lavori di riparazione.
Specialmente nel Vastese, alcuni comuni sono costretti da anni a fare i conti con i rubinetti a secco. L’aumento del consumo di acqua connesso al gran caldo e l’affluenza dei turisti complicano ulteriormente le cose.
«Gli interventi e l’impegno soprattutto delle ultime settimane sono indirizzati a ridurre e contenere quanto più è possibile il disagio e garantire l’acqua a tutti gli utenti anche se con diversificazione di orari – ha evidenziato il presidente della Sasi Nicola Scaricaciottoli – tengo a ribadire che alcuni Comuni prima avevano l’acqua per solo qualche ora mentre adesso vivono una condizione migliore.
Le chiusure programmate sono importanti per assicurare una distribuzione equilibrata e più equa della risorsa idrica. Ricordo pure che siamo riusciti a ridurre le perdite, ma sono ancora del 48 per cento e questo ha una notevole incidenza sulla effettiva disponibilità. Operai e tecnici sono a lavoro tutti i giorni per riparazioni urgenti, rotture e perdite, l’obiettivo è ridurre la dispersione idrica al 38 per cento così come da progetto. Intanto stiamo considerando tutte le azioni capaci di limitare le difficoltà e garantire una buona estate senza troppe difficoltà. «È importante anche fare un uso corretto e consapevole dell’acqua, senza inutili sprechi”.
Il direttore dell’area tecnica della Sasi, Pio D’Ippolito, si sofferma sulla buona notizia:
«Stiamo rivedendo e riconsiderando anche gli orari stabiliti nel programma di chiusure e non sono esclusi cambiamenti con relativa riduzione del tempo di interruzione del servizio e anche rispetto al numero dei Comuni interessati. Ci stiamo adoperando, senza trascurare nessun elemento, per andare incontro alle esigenze dei cittadini e ridurre al minimo i disagi dovuti a misure che sono ancora necessarie ma che cercheremo di contenere il più possibile».
Alla sorgente Del Verde la situazione attuale è di 1200 litri al secondo con le quattro pompe spente, ma è già visibile un abbassamento del livello dell’acqua.
«Stiamo verificando se è dovuto al maggior consumo o alle perdite. Sono tre le ditte a lavoro proprio per riparare le perdite. Invito inoltre i cittadini ad utilizzare il numero verde della società per segnalare problemi e difficoltà» conclude D’Ippolito.
