Cup Asl Teramo: parte lo stato di agitazione

Rottura totale e stato di agitazione immediato per le lavoratrici e i lavoratori del CUP dell’Asl di Teramo

A seguito delle assemblee sindacali, le sigle Filcams Cgil Teramo e Fisascat Cisl Abruzzo-Molise denunciano una situazione ormai insostenibile all’interno dell’appalto gestito da S.C.C. A R.L. (Società Consortile Cup Abruzzo a Responsabilità Limitata) e dal CNS (Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa). I sindacati hanno proclamato formalmente lo stato di agitazione a partire da oggi, 16 giugno, con il conseguente blocco immediato del lavoro supplementare e degli straordinari. Venerdì dovrebbe tenersi un incontro tra sindacati e azienda appaltatrice.

«Le motivazioni che hanno spinto le organizzazioni sindacali e i dipendenti a questa dura presa di posizione fotografano una gestione aziendale profondamente carente sotto molteplici fronti. L’azienda ha scelto il muro di gomma. Nonostante i solleciti e le richieste d’incontro avanzate dalle sigle sindacali per aprire un tavolo di risoluzione delle problematiche, la dirigenza ha deciso di non rispondere. Un atteggiamento giudicato irrispettoso e in aperta violazione delle normative contrattuali.

L’azienda ha lasciato in totale stato di abbandono i lavoratori e i referenti, costretti a sopperire in autonomia alle mancanze organizzative della dirigenza attraverso rientri e sostituzioni forzate. Un servizio fondamentale per la cittadinanza teramana non può essere gestito al destino, scaricando l’organizzazione su chi lavora.

Turni last minute e impossibilità di conciliazione vita-lavoro: i turni di lavoro vengono comunicati il sabato per il lunedì successivo. Questa modalità, oltre a violare il contratto che prevede un congruo preavviso, impedisce la pianificazione dei tempi di vita delle persone. Rispetto al passato, in cui la turnazione era mensile, i sindacati avevano chiesto una cadenza almeno quindicinale, ricevendo solo porte in faccia.

Abuso di straordinari e mancata stabilizzazione: ogni settimana l’azienda richiede ore extra tra supplementari e straordinari per far fronte alle esigenze di servizio. I sindacati avevano già chiarito, in sede di cambio appalto, che in caso di necessità strutturali queste ore andavano stabilizzate contrattualmente, aumentando i parametri dei troppi contratti part-time involontari. L’azienda continua invece a prendere tempo e a non rispondere.

Mancata gestione delle ferie estive: ad oggi non è stata programmata alcuna sostituzione per il personale che andrà in ferie nei mesi estivi. Questo scenario spaventa le lavoratrici e i lavoratori, coscienti del fatto che senza nuove assunzioni estive il servizio andrà incontro a una situazione di estrema difficoltà logistica.

Niente Smart Working e gestione fegatosa del fondo cassa: negata la discussione per concedere lo smart working al personale del call center proveniente da fuori comune (es. Treglio), che sosterrebbe così un risparmio economico e di tempo. Inoltre, l’azienda pretende che le lavoratrici e i lavoratori gestiscano in autonomia, fuori dall’orario di lavoro, il reperimento e la preparazione dei tagli di monete e banconote per il fondo cassa e i resti, un compito logistico che spetta unicamente all’organizzazione aziendale.

Chiediamo alla ASL di Teramo, in qualità di committente, di uscire dal silenzio e di svolgere un ruolo attivo di mediazione. È urgente avviare un tavolo di confronto serio con le organizzazioni sindacali per risolvere queste criticità, garantendo tutele e diritti ai lavoratori e, di conseguenza, un servizio di qualità ai cittadini della provincia. La mobilitazione è aperta. Senza risposte immediate, la protesta è destinata a inasprirsi».

Comunicato firmato da Filcams CGIL Teramo, Vincenzo Quaranta, e Fisascat CISL Abruzzo Molise, Samuele Esposito.