Cortino, ambientalisti denunciano: “Torrenti prosciugati dalle captazioni Enel”

Torrenti ridotti a rigagnoli e cascate praticamente scomparse nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

È la denuncia lanciata dal Forum H2O e dal Forum Ambientalista, che hanno presentato un esposto alle autorità competenti chiedendo verifiche sul rispetto del deflusso ecologico nelle opere di captazione idroelettrica di Enel nel territorio di Cortino. Secondo le due associazioni, durante un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi sarebbero emerse situazioni ritenute particolarmente critiche in corrispondenza di tre prese idroelettriche sui Monti della Laga. In particolare, la cascata delle Crepacce, nota per il suo valore paesaggistico, sarebbe completamente priva d’acqua a causa della captazione, mentre i corsi d’acqua che alimentano le cascate della Cavata Bassa e di Gruette presenterebbero una portata drasticamente ridotta a valle delle opere di presa.
Gli ambientalisti spiegano che l’acqua captata viene convogliata per diversi chilometri fino al lago di Campotosto e successivamente trasferita in bacini idrografici differenti rispetto a quello del Tordino.

“Produrre energia idroelettrica è importante, ma il rispetto del deflusso ecologico rappresenta un obbligo fondamentale, soprattutto all’interno di un’area protetta e di un sito Natura 2000”

A dichiararlo è Augusto De Sanctis, che ricorda come il mantenimento di una quantità minima d’acqua negli alvei sia essenziale per la sopravvivenza di habitat e specie di particolare pregio, come il gambero di fiume e il merlo acquaiolo.
Le associazioni sottolineano inoltre che già nel 2018 l’Ente Parco aveva previsto, tra le misure di conservazione, il raddoppio del deflusso minimo vitale introdotto dalla Regione Abruzzo nel 2010, evidenziando come i criteri utilizzati per determinarlo siano stati successivamente messi in discussione.
Per questo Forum H2O e Forum Ambientalista hanno inviato un esposto ai Carabinieri Forestali, al Ministero dell’Ambiente, all’Ente Parco, alla Soprintendenza e alla Regione Abruzzo, chiedendo di verificare il rispetto della normativa vigente. Contestualmente è stato presentato anche un accesso agli atti per ottenere i dati relativi ai sistemi di monitoraggio delle portate, ai rilasci d’acqua e alla loro taratura presso le opere di presa dal 2024 a oggi.
Le associazioni ribadiscono che la tutela dei corsi d’acqua deve restare una priorità e chiedono che venga garantito un equilibrio tra la produzione di energia idroelettrica e la salvaguardia del patrimonio naturale e paesaggistico del Parco.