Cinque lupi trovati morti ieri pomeriggio dai Guardiaparco nel Comune di Alfedena, vicino al Parco Nazionale Abruzzo lazio Molise
I cinque esemplari sono stati trovati dai Guardiaparco in località San Francesco,
nell’area contigua del PNALM. Un episodio di eccezionale gravità a danno del patrimonio faunistico dell’Abruzzo.
Dai primi accertamenti, effettuati anche con il supporto del Nucleo Cinofilo Antiveleno del Parco, intervenuto immediatamente sul posto per la perlustrazione dell’area, sono stati individuati resti che potrebbero far ipotizzare la presenza di esche avvelenate.
«Sulla base degli elementi raccolti, – si legge nella nota del Parco – l’ipotesi al momento più accreditata è quella dell’avvelenamento, pratica illegale e indiscriminata, che colpisce la fauna selvatica e mette a rischio l’intero equilibrio degli ecosistemi.
Le carcasse degli animali e il materiale rinvenuto, comprese le presunte esche, sono stati sottoposti a sequestro penale e messi a disposizione della Procura della Repubblica di Sulmona, che coordina le indagini».
Stamattina le carcasse e e le presunte esche sono state trasferite ad Avezzano, nella sede dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise che si occuperà delle analisi necessarie per accertare le cause della morte.
L’episodio si aggiunge a uno analogo recentemente registrato nel territorio di Pescasseroli, dove sono stati rinvenuti altri cinque lupi morti per probabile avvelenamento. Anche per quel caso sono in corso le indagini dei Guardiaparco e dei Carabinieri Forestali, coordinate dalla Procura di Sulmona che ha disposto gli accertamenti dell’Istituto Zooprofilattico per chiarire le cause del decesso.
«Due episodi in pochi giorni, con modalità analoghe, rappresentano un segnale allarmante che non può essere sottovalutato né derubricato a fatto isolato -. prosegue la nota del PNALM – Si tratta di atti gravissimi, che meritano una ferma e netta condanna, non solo perché illegali, ma perché lesivi di un patrimonio naturale di valore inestimabile e incompatibili con una società civile consapevole e responsabile. In un contesto generale segnato da un dibattito sempre più acceso sullo status e sulla gestione del lupo, è fondamentale ribadire che ogni forma di azione illegale e di giustizia fai-da-te è inaccettabile e non può trovare alcuna giustificazione. L’utilizzo di esche avvelenate, oltre a colpire indiscriminatamente diverse specie, rappresenta un pericolo concreto per tutta la fauna con particolare riferimento a specie minacciate come l’orso marsicano, specie simbolo e particolarmente vulnerabile, la cui conservazione è prioritaria. Si tratta di pratiche particolarmente insidiose, che agiscono in modo occulto e indiscriminato, amplificando la gravità degli effetti e rendendo ancora più urgente un’azione di contrasto decisa».
Le indagini proseguono senza sosta, così come la prevenzione sul territorio, anche attraverso l’impiego delle unità cinofile antiveleno. La direzione del PNALM rivolge un appello alla responsabilità di tutti: chiunque sia in possesso di informazioni utili è invitato a collaborare con le autorità competenti.
«Solo attraverso l’impegno congiunto delle istituzioni e della società civile è possibile contrastare efficacemente fenomeni così gravi e inaccettabili, che non possono trovare alcuno spazio in una comunità civile e consapevole nel 2026 -. conclude la nota del Parco – Eventi di questa natura riguardano l’intera collettività, poiché colpiscono direttamente non solo il patrimonio naturale comune e i valori che ne sono alla base, ma anche l’identità stessa e l’immagine dell’intero territorio. La tutela della biodiversità e il rispetto della Natura non sono ambiti che possano riguardare solo alcuni: chiamano in causa la responsabilità e la sensibilità di tutti. Nessuno può sentirsi estraneo considerando anche le ricadute economiche su settori produttivi primari per il nostro territorio, colpiti dai gesti insensati di pochi».
