Tribunale di Avezzano: aggiornata al 5 giugno l’udienza per l’uccisione dell’orsa Amarena. Corposa memoria delle difesa dell’imputato
I legali dell’accusa hanno chiesto una scadenza per avere modo di esaminare nel dettaglio la documentazione depositata e presentare a loro volta contro-memorie, prima della prossima udienza.
Il presidente di Animalisti Italiani Walter Caporale:
«Mamma orsa Amarena è stata ammazzata dal Leombruni e noi ci auguriamo che questo reato vergognoso, ignobile, immondo, possa arrivare infine alla giusta condanna».
Il nuovo processo per l’uccisione dell’orsa Amarena, il plantigrado simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise abbattuto a fucilate nel settembre 2023 a San Benedetto dei Marsi, ripartito dopo una serie di peripezie formali che hanno bloccato tutto, è partito con un nuovo rinvio nell’udienza tenuta oggi presso il Tribunale di Avezzano.
LNDC Animal Protection, da subito scesa in campo per questa drammatica vicenda e da tempo in attesa di costituirsi parte civile, conferma la propria volontà di proseguire con determinazione questa battaglia giudiziaria affinché venga fatta piena giustizia per Amarena.
«Prendiamo atto dell’ennesimo rinvio, ma continuiamo a ritenere fondamentale che questo processo possa finalmente entrare nel vivo – ha dichiarato Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection -. Si tratta di un procedimento penale che ha un enorme valore non solo giudiziario, ma anche simbolico per la tutela della fauna selvatica in Italia. Noi insisteremo con forza per la piena ammissibilità della nostra costituzione di parte civile, perché riteniamo indispensabile che chi difende gli animali e l’interesse collettivo alla tutela della biodiversità possa avere voce in questo processo.
La difesa fa il suo lavoro, prendendo tempo e cercando di limitare le ammissioni delle parti civili, ma siamo fiduciosi che la magistratura saprà valutare correttamente le richieste di costituzione e si arriverà finalmente all’apertura dell’attività istruttoria e al dibattimento. È assolutamente necessario accertare i fatti fino in fondo e dare un segnale chiaro: la vita degli animali selvatici protetti non può essere considerata sacrificabile o priva di valore».
Anche il WWF, assistito dall’avvocato Michele Pezone, ribadirà la piena legittimità della propria costituzione di parte civile, chiedendo che il processo possa finalmente iniziare e che venga avviata la fase istruttoria.
