Autismo Abruzzo denuncia ennesimo caso di “burofollia”

Un paradosso a danno di chi già ogni giorno deve indossare la divisa da combattente. A segnalare l’ennesima “burofollia” è Autismo Abruzzo

Nessuna esenzione bollo auto per un ragazzo autistico grave di Pescara. Il motivo? Cammina. La Regione Abruzzo ha respinto la richiesta perché sul verbale manca la formula “ridotte capacità motorie”, questo nonostante un’attestazione di invalidità al 100%.

Nella nota di Autismo Abruzzo inviata da Dario Verzulli il recconto dettagliato di questa vicenda:

«Per questo ragazzo autistico di Pescara con disabilità gravissima non bastano il 100% di invalidità, l’indennità di accompagnamento, il riconoscimento della gravità ai sensi della Legge 104 art.3 comma 3 e perfino un decreto di Omologa del Tribunale di Pescara.

La Regione Abruzzo ha negato alla madre l’esenzione dal bollo auto perché nel verbale INPS non compare una specifica dicitura prevista dall’art. 4 del DL 5/2012 relativa alla ridotta capacità di deambulazione. Una decisione che lascia sgomenti.

Il Tribunale di Pescara, già nel 2018, aveva disposto il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, riconosciuta solo nei casi di grave compromissione dell’autonomia personale. Successivamente, il verbale INPS del 18 dicembre 2019 confermava una “compromissione rilevante della comunicazione, socializzazione e autonomie” riconoscendo il ragazzo come “portatore di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3 comma 3 della Legge 104/92”.

Eppure tutto questo non basta. Per la burocrazia, un ragazzo autistico grave, non collaborante e con ridottissime autonomie non avrebbe diritto all’agevolazione perché “cammina”. Ma chi vive davvero l’autismo severo sa bene che la questione non riguarda il semplice movimento degli arti. Una persona autistica grave può avere gambe perfettamente funzionanti e contemporaneamente non essere in grado di muoversi in sicurezza senza supervisione continua. Può allontanarsi improvvisamente, esporsi a pericoli, non comprendere il rischio, non gestire il contesto esterno, non sapersi orientare né proteggere.

Ridotta autonomia significa anche ridotta possibilità di spostarsi autonomamente in sicurezza. Questa vicenda rappresenta l’ennesima manifestazione di una burocrazia cieca e disumana che costringe le famiglie a continui calvari amministrativi, anche davanti a condizioni gravissime già accertate da Tribunali, Commissioni mediche e dallo stesso INPS. Con troppa leggerezza le commissioni continuano a inserire nei verbali formule standardizzate che diventano poi muri invalicabili per l’accesso ai diritti. La famiglia ha già tentato ogni strada possibile, compresi contatti diretti con referenti regionali INPS, senza ottenere alcuna soluzione. L’unica ipotesi prospettata sarebbe addirittura una domanda di aggravamento. Ma oltre il 100% di invalidità e l’indennità di accompagnamento, cosa dovrebbe ancora aggravarsi?».

Autismo Abruzzo ritiene indispensabile che venga finalmente riconosciuto automaticamente il requisito della ridotta capacità di deambulazione a tutte le persone autistiche con gravità e indennità di accompagnamento, evitando interpretazioni burocratiche che negano la realtà quotidiana vissuta dalle famiglie.

«Occorre inoltre che il personale sanitario delle commissioni INPS acquisisca maggiore competenza sull’autismo severo, considerando questa condizione al pari di tutte le altre disabilità gravissime. Oggi invieremo alla Regione Abruzzo un’istanza urgente di revisione del provvedimento, ritenendo pienamente sufficienti l’Omologa del Tribunale, la gravità della disabilità e il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento ai fini dell’accesso all’agevolazione. Perché quando perfino una sentenza del Tribunale non basta più, il problema non è la famiglia. È il sistema».