Anche in Abruzzo manifestazioni e cortei nel giorno della Festa dei Lavoratori

Manifestazioni, cortei, assemblee, concerti e momenti di riflessioni anche in Abruzzo in questo 1° maggio Festa dei Lavoratori. Ma c’è l’altra faccia di questa giornata che parla di morti sul lavoro, disparità salariali e diritti non sempre garantiti

Otto ore di lavoro, otto ore di svago, otto ore per dormire“. Lo slogan, coniato in Australia nel 1855, e divenuto simbolo del movimento operaio, rappresentava non soltanto una rivendicazione sul tempo del lavoro, ma un progetto di vita per milioni di lavoratori allora costretti a orari senza limiti. Fu il primo passo di una lunga battaglia per i diritti dei lavoratori, ricordata ogni anno il 1º maggio in Europa e in oltre 60 Paesi nel mondo.

Dove finisce il lavoro e dove inizia lo sfruttamento? Fino a che punto l’intelligenza artificiale sarà libera di agire per-conto-di in assenza di regolamenti, tutele per il personale e dell’utenza? Quali sono, oggi, i valori che dovrebbero sorreggere quel lavoro su cui si fonda la Repubblica Italiana nel primo articolo della Costituzione? Domande che assillano lavoratori, precari, giovani universitari che guardano al futuro con profonda incertezza, ma anche i sindacati che nelle sfide del presente affiancano e accompagnano generazioni intere. Riportare il valore del lavoro dignitoso al centro è la questione più urgente per Cgil, Cisl e Uil insieme nelle tante manifestazioni previste per questo Primo Maggio.
E se anche in Abruzzo sono molti i pullman organizzati per l’evento di Roma, non mancheranno anche nei più piccoli centri della nostra regione assemblee, cortei, concerti e più in generale momenti di riflessione: mai abbastanza se si riflette sulla sempre attuale piaga del lavoro nero, delle morti sui luoghi di lavoro oppure ancora delle differenze salariali tra nord e sud, donne e uomini, giovani e non.

Il consiglio dei ministri, nel frattempo, ha approvato il nuovo decreto lavoro proprio in vista del 1° maggio. La norma contiene misure sul salario giusto, sugli incentivi all’occupazione e sul contrasto al caporalato digitale. Giorgia Meloni, presidente del consiglio, sottolinea in conferenza stampa: “Pensiamo sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro per fare grande la nostra nazione”.

La premier rivendica: “In questi anni abbiamo raggiunto il record di numero di occupati, il tasso di occupazione femminile non è mai stato così alto, la disoccupazione – sia giovanile sia generale – è ai minimi dai sempre. In sostanza è aumentato il lavoro stabile e diminuita la precarietà”. Sempre Meloni osserva: “È cresciuta la percentuale del lavoro full time, è diminuita quella del part-time e i numeri Istat certificano che, rispetto all’inizio della legislatura, abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati in più. Il decreto legge che abbiamo approvato oggi in consiglio dei ministri – prosegue la premier – è un tassello di una strategia molto più ampia che il governo ha portato avanti dal suo insediamento e che ha l’obiettivo di sostenere la creazione di maggiore occupazione, ma anche di occupazione stabile e di qualità. Una strategia che sta dando i suoi frutti, se guardiamo a questi dati che ci consentono di dire che oggi più di ieri l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.

Il decreto legge stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali – spiega il capo del governo -. C’è una novità molto importante: a quegli incentivi si può accedere solo se si riconosce e si applica ai lavoratori il salario giusto”. E con ciò, precisa la presidente del consiglio, “si intende il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore, non composto solo dal salario orario ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore”.

E poi c’è chi oggi preferisce riposare, staccare la spina come si suol dire, godersi una giornata in famiglia e spensieratezza magari visitando una città d’arte o più semplicemente rallentando i ritmi frenetici del quotidiano scandito, appunto, dal lavoro. Ma come dimenticare tutti coloro, e non siamo affatto pochi, che oggi hanno sentito la sveglia suonare come ogni giorno e come ogni giorno si recheranno a lavoro: medici, forze dell’ordine, giornalisti, operai, commercianti, ristoratori e tanti davvero.

Insomma a ciascuno il proprio 1° maggio: quello di chi un lavoro lo cerca e non lo trova, di chi l’ha perso in un’età in cui rimpiazzarlo è complicato, di chi non è riuscito a fare quello per cui ha studiato. Il 1° maggio di chi ha lavorato per una vita uscendo di casa e chi ha faticato dentro casa per figli e mariti. Ma soprattutto buon 1° maggio a chi celebra diritti e tutele 365 giorni all’anno e non perde la speranza in un mondo migliore facendo la propria onesta quotidiana parte.