Abruzzese trovato morto a Termoli, nella cella frigo del negozio in cui lavorava: chiesta proroga per consegna esito autopsia
I genitori dell’uomo, Andrea Costantini, non credono al suicidio e ritengono fondamentali ulteriori accertamenti. Il professor Cristian D’Ovidio, incaricato dal gip di Larino Rosaria Vecchi di svolgere l’autopsia sul corpo di Andrea Costantini, ha presentato istanza di proroga per il deposito degli esiti degli esami che gli sono stati richiesti.
Il medico legale aveva effettuato lo scorso 17 dicembre, dopo la riesumazione, l’esame autoptico sul corpo dell’uomo trovato morto a settembre dello scorso anno nella cella frigorifera del supermercato dove lavorava, a Termoli. A renderlo noto è l’avvocato Piero Lorusso, legale dei genitori di Costantini.
«Accogliamo con favore questa richiesta – commenta – perché si tratta di indagini peritali assai complesse, soprattutto per il fatto che l’autopsia è stata disposta 4 mesi dopo la morte di Andrea e il cadavere era già in avanzato stato di putrefazione».
La famiglia di Costantini, che vive a Penne, in provincia di Pescara, non crede all’ipotesi del suicidio e con una denuncia ha avanzato anche le ipotesi di omicidio volontario, omicidio colposo o di istigazione al suicidio.
«Alla luce di quanto abbiamo denunciato – conclude l’avvocato – diventa indispensabile procedere anche a tutti gli ulteriori accertamenti che abbiamo chiesto e in particolare l’esame del Dna, l’esame sul sangue presente sulla scena del crimine e l’analisi forense sul cellulare della vittima e dei parenti».