L’Abruzzo al Vinitaly 2026 di Verona, bilancio positivo

Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo: bilancio positivo a Vinitaly 2026, tra qualità dei buyer e nuove sfide di mercato

È un bilancio complessivamente positivo quello della partecipazione del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo alla 58ª edizione del Vinitaly, conclusa oggi a Verona.
Il sistema vino abruzzese ha confermato la propria centralità e raccolto apprezzamenti di operatori specializzati e winelover che hanno affollato il bancone dell’enoteca regionale per degustare le oltre 300 etichette proposte in degustazione.
«È stato un Vinitaly frizzante e dinamico – ha dichiarato Alessandro Nicodemi, presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo – durante il quale i nostri vignaioli, insieme all’assessorato regionale all’Agricoltura e a tutta la squadra abruzzese, hanno dato il meglio, sia negli spazi espositivi sia negli appuntamenti in città, dove quest’anno la Regione si è presentata per la prima volta in un “fuori fiera” che ha visto il coinvolgimento di migliaia di persone».
A Veronafiere, le 97 aziende abruzzesi partecipanti hanno riconfermato i numeri dello scorso anno, consolidando l’immagine di un sistema vitivinicolo coeso e competitivo. Grande entusiasmo ha accompagnato il progetto “Abruzzo Virtual Tour”, che ha reso possibile un viaggio immersivo tra i territori, vigneti e le denominazioni della regione. La masterclass sul Pecorino d’Abruzzo, curata da Cristina Mercuri in omaggio al compianto professor Luigi Cataldi Madonna, ha emozionato per rigore e qualità dei contenuti. Una degustazione filologicamente ineccepibile, ma soprattutto un’occasione per ricordare il grande lavoro di un pioniere della viticoltura di montagna.
«I dati ufficiali non sono ancora disponibili – ha proseguito Nicodemi – ma certamente, si è percepito un calo nella partecipazione degli importatori americani. Tuttavia, questo elemento è stato compensato da una qualità mediamente più alta degli operatori presenti. Meno numerosi, ma più qualificati: un aspetto per noi positivo, perché l’obiettivo resta quello di sviluppare concretamente il business. I mercati asiatici mostrano un interesse crescente verso i vini italiani e verso produzioni identitarie come quelle abruzzesi – ha spiegato il presidente del Consorzio Vini d’Abruzzo –, quindi verso Cina, Giappone e Paesi dell’est Asiatico in genere, il nostro Consorzio continuerà a sviluppare le sue attività di promozione. Inoltre, sempre sul fronte economico, restano centrali le opportunità legate all’espansione in nuove aree geografiche, quelle dei Paesi del Mercosur, verso le quali dovremo lavorare sempre di più».
L’area sudamericana rappresenta oggi un mercato ancora marginale, ma con prospettive di crescita importanti, anche alla luce dei segnali positivi provenienti dal Brasile, unico grande Paese extra-UE in crescita per valore delle importazioni di vino italiano.
Consumi in evoluzione, sostenibilità, necessità di nuovi linguaggi per raccontare il vino e una crescente competizione internazionale, queste le principali sfide del settore emerse dal Vinitaly 2026. In questo scenario, il Consorzio ha ribadito il valore identitario delle produzioni abruzzesi, capaci di coniugare radici profonde e visioni moderne e sempre più cosmopolite.
«In un panorama certamente complicato e anche quando i risultati non sono immediatamente quelli attesi, il nostro settore guarda avanti con fiducia mi piace richiamare all’ottimismo – conclude il presidente Nicodemi – perché i nostri viticoltori sanno che la miglior vendemmia è sempre quella dell’anno successivo».
Marina Moretti: