Città Sant’Angelo: polemiche su bonifica impianto Terraverde

Bonifica impianto rifiuti Terraverde di Città Sant’Angelo, il sindaco Perazzetti replica al vicepresidente del Consiglio regionale Blasioli

Secondo Blasioli e il gruppo Città Sant’Angelo Visione Comune, lo stanziamento per il sito Terraverde non produrrà un intervento risolutivo, “poiché la bonifica riguarderà solo una parte dei rifiuti”.

Oggi è arrivata la lunga replica del sindaco di Città Sant’Angelo, Matteo Perazzetti:

«Apprendiamo con sincera soddisfazione – e anche con una certa sorpresa – il recente interesse del vicepresidente del Consiglio Regionale Antonio Blasioli per la vicenda Terraverde. È sempre confortante vedere come, dopo anni, qualcuno riesca finalmente ad accorgersi dell’esistenza di un problema che il territorio combatte quotidianamente.

Tuttavia, prima di intestarsi battaglie e distribuire pagelle amministrative, sarebbe opportuno ricostruire l’intera storia di questa struttura e non soltanto il finale che fa più comodo raccontare oggi.

Forse il consigliere dimentica che l’unico parere politico favorevole alla nascita dell’impianto arrivò proprio dal circolo del PD di Città Sant’Angelo, mentre molti sindaci della Vallata Vestina si opponevano con forza. E fa ancora più sorridere leggere oggi certe prese di posizione indignate, considerando che tra gli esponenti che allora firmarono quell’avallo figurano persone che oggi siedono tranquillamente tra i banchi dell’opposizione, come Franco Galli, come si può chiaramente vedere dal documento allegato relativo al VIA del 2011 che oggi rendiamo pubblico.

Insomma, alcuni protagonisti di ieri sembrano improvvisamente essersi trasformati nei più severi critici di oggi. Una metamorfosi politica che ci ha lasciati di stucco, visto che per otto anni durante le loro amministrazioni non hanno mosso un dito.

Così come vale la pena ricordare che, dopo l’incendio, la ripresa dell’attività venne autorizzata con la delibera n. 196/2014, votata favorevolmente anche dai consiglieri Alice Fabbiani e Franco Galli, come dimostra chiaramente l’allegato che oggi rendiamo pubblico e che sanciva la rinuncia al contenzioso e il ritorno all’autorizzazione dell’impianto. Anche in questo caso, colpisce vedere come chi allora approvava certi atti oggi tenti di raccontarsi come storico oppositore della vicenda.

Per questo mostriamo gli atti, così magari anche il consigliere Blasioli potrà finalmente avere una visione completa della questione e non limitarsi agli ultimi comunicati stampa.

Per quanto riguarda la bonifica, occorre poi ristabilire un minimo di verità amministrativa. L’escussione della fideiussione non è piovuta dal cielo né è comparsa per magia in una conferenza stampa. È stata resa possibile esclusivamente grazie al lavoro del Comune e del Dipartimento della Regione Abruzzo che, nelle ultime 48 ore utili prima della scadenza, sono riusciti a completare tutti gli atti necessari per arrivare alla risoluzione della procedura.

Quelle risorse serviranno oggi a rimuovere le prime tonnellate di rifiuti presenti nel sito, avviando finalmente una concreta messa in sicurezza dell’area.

Ma c’è un dettaglio che forse nel racconto drammatico del consigliere è sfuggito: la procedura si è conclusa, il bene è tornato ad essere assegnato a un soggetto privato e il giudice ha già disposto in capo al nuovo assegnatario l’onere di provvedere alla rimozione della restante parte dei rifiuti presenti nel sito.

Il Comune vigilerà attentamente affinché tutto venga eseguito nei tempi e nei modi previsti, senza abbassare la guardia di un millimetro.

Comprendiamo che lanciare allarmi e intestarsi battaglie possa essere mediaticamente più semplice, ma forse il consigliere Blasioli, nel suo ruolo istituzionale, potrebbe rendersi utile anche in altro modo.

Ad esempio:

* lavorando concretamente all’implementazione della Legge Regionale 45/2020, che prevede strumenti e fondi per aiutare i Comuni nella bonifica dei siti sensibili e contaminati;
* oppure promuovendo maggiore sensibilizzazione e prevenzione ambientale, anziché limitarsi a scoprire i problemi solo quando diventano occasione di visibilità politica.

Perché fare il pompiere dopo anni passati accanto a chi accendeva i fiammiferi rischia di essere un esercizio poco credibile anche per i cittadini.

Noi, nel frattempo, continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: lavorare sugli atti, assumendoci responsabilità concrete e vigilando affinché Terra Verde venga definitivamente restituita in sicurezza al territorio».

Marina Moretti: