Giallo di Civitella Alfedena: da una settimana senza notizie di Sarah e Alisya, le due sorelle scomparse. Si cerca anche nel lago di Barrea. Una squadra di sommozzatori dei Vigili del fuoco perlustra il bacino e continuano le ricerche con i droni
È passata una settimana esatta dalla scomparsa di Sarah e Alisya, le sorelle di 12 e 16 anni originarie di Minturno (Latina), svanite nel nulla tra la notte di sabato e domenica scorsa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Sette giorni di mistero fitti di ricerche senza sosta, mentre le ore passano e l’angoscia aumenta. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Sulmona, Stefano Iafolla, stanno registrando un’importante accelerazione nel tentativo di dare una svolta al caso.
Le due sorelle erano seguite dai servizi sociali da tre anni e si trovavano nella struttura in Abruzzo dal 2024. Nelle ultime ore è emerso quello che potrebbe essere il motivo del loro allontanamento: la recente sentenza definitiva di divorzio dei genitori. Il provvedimento del Tribunale ha revocato la sospensione della potestà genitoriale al padre, disponendo il riaffidamento delle minori all’uomo. Una decisione a cui Sarah e Alisya si sarebbero opposte fermamente, rifiutando categoricamente il trasferimento. Il forte disagio delle due ragazzine traspare anche da alcune lettere scritte nell’ultimo periodo e indirizzate ai genitori, ora al vaglio dei carabinieri.
Controlli a tappeto e l’ombra del sequestro
Il fascicolo, attualmente aperto per sottrazione di minori, potrebbe presto cambiare titolo in sequestro di persona. In sinergia con la Prefettura dell’Aquila, il magistrato ha disposto verifiche minuziose in tutte le abitazioni vuote e disabitate tra Civitella Alfedena, Villetta Barrea, Barrea e nei territori limitrofi dell’Alto Sangro.
I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, guidati dal capitano Giuseppe Testa, stanno passando al setaccio ogni stabile abbandonato. Il forte sospetto degli investigatori è che un adulto possa aver pianificato il rapimento o agevolato la fuga delle due sorelle, fornendo loro una “regia” e un rifugio temporaneo, dato che le giovani sono scappate a piedi e senza telefoni cellulari.
Droni, cani molecolari e sommozzatori in azione
Le ricerche sul campo si sono fatte massicce. I Vigili del fuoco stanno impiegando droni per sorvolare le aree boschive più impervie e cani addestrati alla ricerca di persone. Parallelamente, i sommozzatori hanno ispezionato il vicino lago di Barrea, concentrandosi in particolare sotto i due ponti dello specchio d’acqua.
Il giallo delle auto nella notte e gli ultimi contatti
Il vero punto di svolta potrebbe arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza comunali. Intorno alle 3 di quella notte, i circuiti hanno ripreso alcune vetture muoversi nei pressi della casa famiglia, un orario del tutto insolito per la zona. Si indaga per capire se qualcuna di quelle auto sia servita per prelevare le sorelline.
I genitori vivono ore di logorante attesa. L’ultimo incontro delle ragazze con la madre, casalinga, risale al 17 maggio, mentre l’ultima telefonata con il padre, impiegato in una struttura commerciale e ora in ferie per seguire le ricerche, è del mercoledì precedente alla scomparsa. Proprio l’uomo si dice convinto che non si sia trattato di un gesto autonomo: «La mia convinzione è che non si siano allontanate volontariamente. Mia figlia era tranquilla e da un posto del genere è molto difficile andare via senza un aiuto».
Il disperato appello della madre
Nel frattempo, la madre delle ragazze ha diffuso un toccante messaggio audio tramite il suo legale Enrico Mastantuono: «Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordate che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta. Sarah, Alisya, amori miei, se state ascoltando queste parole vi prego di sapere che la cosa più importante per me è sapere che state bene. Ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni, ma anche di speranza, quella di potervi riabbracciare al più presto».
Finora è stata perquisita senza esito anche l’abitazione della donna, e nemmeno nel Sud Pontino nessuno sembra avere informazioni utili. Le ricerche proseguono senza sosta nella speranza di un imminente sviluppo.
