Presentati a Pescara i dati del Centro Regionale Sangue in occasione della Giornata mondiale del Donatore. L’assessore Nicoletta Verì annuncia la nascita della Consulta Tecnica per invertire il trend generazionale e contrastare il calo del 30% dei donatori active
Il Sistema trasfusionale abruzzese ha raggiunto un traguardo fondamentale nel corso del 2025, garantendo la piena autosufficienza regionale e blindando tutte le attività sanitarie e chirurgiche che dipendono strettamente dalle trasfusioni di sangue. I dati confortanti, emersi dal monitoraggio ufficiale del Centro Regionale Sangue, sono stati illustrati e discussi a Pescara, nel corso di una conferenza stampa istituzionale convocata in vista della Giornata mondiale del Donatore di Sangue, che si celebra oggi 14 giugno.
All’incontro con i media hanno preso parte le principali cariche del settore: l’assessore alla Salute Nicoletta Verì, il direttore del Centro regionale Sangue Annalaura Di Febo, il coordinatore delle associazioni dei donatori Pasquale Colamartino e la dirigente del Servizio del Dipartimento Sanità Barbara Morganti. Il tavolo istituzionale ha concordato nel sottolineare come l’obiettivo strategico sia stato centrato solo grazie alla straordinaria sinergia tra l’impegno civile dei donatori abruzzesi, il tessuto capillare delle associazioni di volontariato e l’instancabile operato del personale sanitario dei Servizi Trasfusionali.
Obiettivi e programmazione quantitativa per il 2026
Per l’anno in corso, la programmazione regionale punta a consolidare e blindare l’autosufficienza attraverso target quantitativi rigorosi, calibrati per rispondere alle esigenze delle terapie croniche, della chirurgia programmata e della rete dell’emergenza-urgenza. Il piano programmatico definisce la distribuzione e la produzione dei seguenti presidi terapeutici:
Globuli Rossi: l’obiettivo è produrre 56.300 unità destinate alla terapia di pazienti cronici, al supporto della rete emergenza-urgenza e agli interventi chirurgici.
Medicinali derivati da plasma nazionale: per il 2026 è prevista la distribuzione strategica di 96.550 confezioni sul territorio regionale.
L’allarme demografico e il calo dei giovani donatori
Nonostante il bilancio complessivo del 2025 sia positivo sul piano della tenuta del sistema, l’analisi approfondita dei dati ha evidenziato alcuni segnali critici che richiedono contromisure immediate. Preoccupa, in particolare, la contrazione della platea attiva: nel corso del 2025 si è registrata una diminuzione del numero di donatori pari al 30 per cento rispetto all’anno precedente. A questo dato si associa un progressivo innalzamento dell’età media dei donatori, che sta determinando un forte impoverimento generazionale nella fascia di età inferiore ai 35 anni.
Le contromisure: il Programma Regionale e la nuova Consulta Tecnica
Per rispondere tempestivamente a queste criticità, la Giunta regionale ha adottato lo scorso 28 maggio una delibera specifica che approva formalmente il “Programma per l’autosufficienza regionale 2026”. Lo strumento mappa le azioni di miglioramento che le singole Asl dovranno attuare sotto la cabina di regia del Dipartimento Sanità e del Centro Regionale Sangue.
«Attraverso questa delibera – ha ricordato l’assessore Nicoletta Verì (nella foto in basso) – vengono definiti gli interventi organizzativi prioritari volti a sostenere con forza la donazione di sangue e di plasma. Tra i progetti chiave figurano la completa implementazione del sistema informativo unico regionale della rete trasfusionale, integrato con le banche dati delle Organizzazioni dei donatori, e una profonda revisione delle prassi di reclutamento per fidelizzare le fasce più giovani. Riorganizzeremo inoltre complessivamente la chiamata dei donatori e la raccolta nelle strutture, ampliando e rendendo più flessibili gli orari e i giorni di accesso, con un focus mirato sulla raccolta del plasma in aferesi».

A completamento di questa strategia, l’assessore Verì ha siglato in questi giorni una proposta di delibera finalizzata all’istituzione della Consulta Tecnica permanente per il Sistema Trasfusionale regionale (CTST). L’organismo, che sarà esaminato dalla Giunta nella prima seduta utile, opererà con funzioni di co-programmazione, co-progettazione e proposta. Al suo interno siederanno esperti e delegati del Dipartimento Sanità, dell’Agenzia sanitaria regionale, del Centro regionale Sangue, delle Asl, delle società scientifiche e delle principali associazioni e organizzazioni di volontariato del sangue.
