Sanità Pescara, Pettinari: «Barelle nei corridoi e liste d’attesa infinite”

Il Movimento “Pettinari per l’Abruzzo” torna a denunciare le criticità dell’ospedale di Pescara e il depotenziamento dei nosocomi di Penne e Popoli e la fuga dei cittadini. Presentata una piattaforma in 8 punti: si chiedono 60 assunzioni, più posti letto e il riconoscimento di Dea di secondo livello

Un sistema sanitario giunto a un punto di non ritorno, paralizzato da anni di scelte sbagliate, tagli e totale assenza di programmazione. È il duro atto d’accusa lanciato questa mattina da Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea – rispettivamente presidente e consiglieri comunali del Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo” – nel corso di una conferenza stampa di protesta organizzata insieme ai cittadini davanti all’ospedale Santo Spirito di Pescara.

I rappresentanti politici hanno aperto l’incontro rivolgendo un ringraziamento formale a medici, infermieri e operatori socio-sanitari che, nonostante condizioni di lavoro proibitive, evitano con la loro dedizione il crollo definitivo della struttura. Le criticità sollevate dipingono uno scenario d’emergenza strutturale: il Pronto Soccorso di Pescara si trova a gestire un carico assistenziale insostenibile – oltre 70.000 accessi annui – a causa del progressivo depotenziamento degli ospedali di Penne e Popoli e del fallimento della medicina territoriale.

Una situazione che si traduce quotidianamente in anziani fragili ammassati nei corridoi e pazienti costretti a trascorrere giorni interi sulle barelle in attesa di un posto letto. A complicare il quadro si aggiungono macchinari diagnostici obsoleti e liste d’attesa chilometriche, che costringono i cittadini meno abbienti a rinunciare alle cure e chi può permetterselo a rivolgersi altrove.

Di fronte a questa situazione, il movimento ha presentato una piattaforma programmatica urgente articolata in otto punti precisi:

Riconoscimento come DEA di Secondo Livello per l’Ospedale Santo Spirito di Pescara;

Incremento immediato di almeno 60 posti letto nei reparti;

Assunzione urgente di 60 unità tra medici, infermieri e OSS;

Nomina immediata dei primari nelle unità operative vacanti (come Gastroenterologia);

Potenziamento della medicina territoriale e dei distretti sanitari;

Rilancio operativo degli ospedali di Penne e Popoli;

Piano straordinario di ammodernamento delle apparecchiature diagnostiche;

Creazione di nuove strutture di lungodegenza per l’assistenza agli anziani.

«La salute non è un costo da tagliare ma un diritto costituzionale» hanno concluso gli esponenti del Movimento politico ‘Pettinari per l’Abruzzo’ annunciando che la mobilitazione continuerà al fianco dei malati e del personale sanitario fino a quando le istituzioni regionali e comunali non si assumeranno le proprie responsabilità.